Piazzale Sanzio: sbuca la discarica di cassonetti

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Sì, quella che vedete è Catania. Potrebbe sembrare Napoli nei giorni più difficili dell’emergenza rifiuti e invece è proprio un angolo del capoluogo etneo. Una discarica in pieno centro cittadino: in piazza Raffaello Sanzio.

Se ne sono accorti i giovani dell’associazione CittàInsieme, un movimento di società civile che dal 1987 è attento ai problemi della città e dei suoi abitanti. I ragazzi, macchina fotografica alla mano, si sono chiesti cosa ci facciano decine di cassonetti della spazzatura accatastati nel piazzale.

Alcuni di questi, poi, sono ancora in buono stato e riutilizzabili. E, soprattutto, sono stati abbandonati con ancora i rifiuti dentro.

Dal Comune però non è ancora arrivata nessuna risposta.

Qui trovate tutte le foto scattate dai ragazzi di CittàInsieme.

[Foto: la discarica improvvisata in Piazza Raffaello Sanzio, di CittàInsieme]

Sport a Librino: una firma per i Briganti

il rugby.jpgGrandi e grossi, ma decisamente buoni. Sono i Briganti Rugby, la squadra nota in città come i Briganti di Librino, perché in quel quartiere – spesso difficile – di Catania sono nati nel 2006 e lavorano per avvicinare i ragazzi allo sport.

Da tempo si allenano in giro per la città, alla ricerca di un campo di rugby o qualcosa che gli somigli. Eppure nel loro quartiere, Librino, una struttura ci sarebbe. E’ il centro sportivo San Teodoro, spesso al centro di inchieste e servizi giornalistici perché mai terminato, abbandonato e in mano ai vandali. Lì c’è però un campo di erba sintetica: non è regolamentare, ma i Briganti chiedono di usarlo per allenarsi. Per riqualificarlo e farne un centro di aggregazione per il quartiere.

Un comitato cittadino ha dato inizio a una petizione affinché la gestione del campo passi ai Briganti Rugby, attraverso una convenzione tra la squadra e il proprietario del centro polisportivo, il Comune di Catania. La raccoltà di firme durerà per due mesi – fino al 23 aprile – a partire da domenica presso il campo Santa Maria Goretti. Appena prima del fischio d’inizio dell’ultima partita di campionato nazionale di serie C di rugby, dove si sfideranno nella stracittadina i Briganti Rugby Librino e il Catania Rugby 2009.

Snowboarder da tutto il Sud arrivano sull’Etnea

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Due giorni per “fare surf sulla neve”. Sabato e domenica riparte il Sicily Battle Games, edizione 2011: un fine settimana di snowboard sull’Etna con riders di tutto il sud Italia. I migliori gruppi dal Molise, Basilicata, Campania, Puglia e Calabria, si incontreranno – e gareggeranno – con i padroni di casa siciliani di Snow Fight Club ed EtnaSnow, organizzatori dell’evento. Un meeting che lo scorso anno ha attirato più di 250 spettatori e 75 partecipanti. Tra questi, sempre più donne. Appassionate di snowboard, curiose o in compagnia dei riders, saranno accolte dalle SnoMama, il gruppo femminile della crew EtnaSnow.

Per partecipare alla due giorni è stata fissata una quota di 10 euro. Sabato sarà una giornata esplorativa. Partendo alle 8 dal versante settentrionale, si risalirà il vulcano fino al cratere nord-est. Con uno sguardo al paesaggio e uno alla neve.

Dopo aver preso confidenza con le piste, tutti pronti per il rilassato contest di domenica. Il vulcano sarà attrezzato per accogliere gli snowboarder più arditi: una serie di strutture per salti ed evoluzioni saranno accessibili a tutti i partecipanti. Nei tempi e nei modi che preferiranno.

Il più bravo verrà proclamato a fine giornata King of the South e premiato insieme al secondo e terzo classificato. Anche il montepremi è invitante: 3mila euro in abbigliamento e attrezzatura per il “surf da neve”.

[Foto: un momento dell’edizione 2010 della Sicily Battle Games, di Saro Trovato per EtnaSnow]

Monastero per i piccoli, il cibo tra gioco e studio

Al Monastero, i calderoni e le graticole erano tanto grandi che ci si poteva bollire tutta una coscia di vitella e arrostire un pesce spada sano sano.
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I Vicerè, F. De Roberto]

monastero benedettini catania_sim dawdler.jpgL’arte di Michelasso: mangiare bere e andare a spasso. Secondo i racconti della tradizione, una regola che si applicava perfettamente alla vita d’altri tempi dei monaci benedettini catanesi. E le cucine del monastero sono forse la parte della struttura che ha più affascinato viaggiatori e scrittori. Altro che «prega e lavora», meglio godersi la vita: che significa anche arte e natura. Perché non riprovarci?

Ci hanno pensato i ragazzi dell’associazione Officine Culturali che, insieme alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’università di Catania, hanno organizzato una serie di laboratori per i bambini. All’ex monastero dei Benedettini ogni domenica da febbraio a maggio. Quattro tipi di corsi con un tema comune: le arti dei monaci dal Cinquecento a oggi.

L’appuntamento di questa domenica alle 9 sarà un gioco per mischiare saperi e sapori, attraverso i racconti della “letteratura gastronomica”. Ad accompagnare i più piccoli in queste due ore e mezzo per scoprire, imparare e divertirsi sarà Mario Giuffrida dell’associazione Le Città inVisibili, che si occupa proprio di educare i bimbi (e i grandi) attraverso il gioco. L’idea è rivolta a un gruppo di massimo 20 ragazzi, dagli 8 agli 11 anni.

Gli altri appuntamenti di questo mese saranno con i laboratori Giochi d’Arte – un viaggio nelle antiche botteghe artigiane – e Orto a Chi Tocca! – per imparare a distinguere e utilizzare le piante aromatiche -, che inizieranno domenica 27 febbraio.

[Foto: uno dei chiostri dell’ex monastero dei Benedettini di Catania, di Sim Dawdler]

 

‘Cavalleria Rusticana’ e ‘Pagliacci’, ancora in coppia al Bellini

4200813496_6f4cfa0d47.jpgRitorno alla tradizione. Il teatro massimo Bellini di Catania, nella stagione lirica 2011, ha inserito in cartellone due opere che fanno spesso coppia, ma che ultimamente erano state proposte separate. Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo saranno in scena per otto serate,  da domani (alle 20,30) al 27 febbraio, di cui una fuori abbonamento.

I catanesi non assistevano alla Cavalleria Rusticana da quasi tredici anni, mentre Pagliacci mancava dal 2000. Eppure era stato lo stesso Mascagni a dare inizio alla tradizionale unione dei due lavori lirici: nel 1926 aveva diretto entrambe le serate alla Scala di Milano. Al Bellini le due opere manterranno la stessa direzione, quella di Maurizio Arena, per la regia di Giulio Ciabatti.

Ma non è tutto. Alla coppia riunita si accompagnerà anche una mostra. Durante i dieci giorni in cui sono previsti gli spettacoli, nel foyer del teatro saranno esposti documenti e cimeli che riguardano Mascagni, Giovanni Verga e la corrente letteraria del Verismo. L’esposizione si può visitare durante le sere di spettacolo e le visite guidate.

[Foto: il teatro massimo Bellini di Catania in uno scatto di Leandro’s World Tour]

Emergenza sbarchi: Berlusconi vola a Catania

Catania si prepara all’arrivo di Berlusconi. In un’atmosfera di certo diversa dalla festosa visita durante la campagna elettorale per appoggiare il suo ex medico e penultimo sindaco della città, Umberto Scapagnini. Il presidente del Consiglio, insieme al ministro degli Interni Roberto Maroni, è volato ai piedi dell’Etna per visitare un possibile centro di accoglienza in provincia di Catania, dopo i quasi mille sbarchi al giorno di cittadini tunisini a Lampedusa.

1222349969_79a32c639a.jpg«Possono sbarcare in 80 mila», ha dichiarato preoccupato Maroni. Nell’ultimo mese sull’isola sono arrivate almeno 5 mila persone, di cui più di 4 mila solo da giovedì a domenica. Nonostante la riapertura del centro di identificazione ed espulsione di Lampedusa, chiuso da marzo, è emergenza posti-letto. Nel centro siciliano – che potrebbe ospitare meno di mille persone – nelle ultime notti hanno dormito in più di 2 mila.

Berlusconi e Maroni oggi dovranno verificare la possibilità di utilizzo di una struttura a Mineo, in provincia di Catania. Una serie di case di proprietà degli Stati Uniti, che ospitavano i familiari dei militari della base americana di Sigonella.

[Foto di Vito Manzari]

Le donne di De Andrè e Lorca insieme su un palco

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Angiolina alle sei di mattina s’intreccia i capelli con foglie d’ortica, ha una collana di ossi di pesca la gira tre volte in mezzo alle dita, ha una collana di ossi di pesca la conta tre volte intorno alle dita. [Fabrizio De Andrè]

Guardinfante a gonfiare le gonne, acconciature complicatissime, lane e sete, ombrellini di mille colori… Donna Rosita ha vent’anni. Tutta la speranza del mondo sembra essere in lei. [Federico García Lorca]


A Catania, un incontro improbabile tra due donne. Angiolina e Rosita, personaggi creati dai poeti del loro tempo. Del Cuore della Notte (e di altre sciocchezzuole) è il nuovo spettacolo visionario proposto dalla Sala Magma (via Adua 3), che andrà in scena sabato 12 alle 21 e domenica 13 febbraio alle 18.

Saliranno insieme sul palco l’Angiolina creata da Fabrizio De Andrè in Volta la carta e la Donna Rosita del poeta spagnolo Federico García Lorca. Due autori che, seppur nella distanza, sembrano non raccontare un mondo poi così diverso. Il disagio di vivere, la solitudine non sempre negativa, le disparità di classe. Il tutto cantato e raccontato da voci femminili, accompagnate da chitarra e flauto. Per un’atmosfera intima, quasi sussurrata, da salotto.

Se l’idea vi piace, sarebbe meglio prenotare. Vi basterà mandare una mail all’indirizzo salamagmacatania@hotmail.it o telefonare ai numeri 328 2703616 e 338 7676775.

[Foto di Norma Frances]

Forbici digitali per la video arte

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Vi ricordate ancora delle cassette audio e delle prime pellicole video? Era rispettivamente il 1987 e addirittura il 1923, quando è stata introdotta la 16 millimetri. E bisognerà aspettare il ’65 per la mitica Super8. Da allora sono arrivati i registratori e le macchine fotografiche reflex digitali. E se ci fossimo persi qualcosa? Potremmo rimediare venerdì con il seminario Con ogni mezzo necessario, alle 19,30 negli spazi del Bocs (Box of Contemporary Space, in via Grimaldi 150).

Un viaggio attraverso la storia dei mezzi audio-visivi e del rapporto tra la loro progettazione e il loro uso, non sempre canonico. Guidati da Alessandro Aiello del gruppo Canecapovolto, nato a Catania nel 1992 con l’idea di sperimentare con le tecniche espressive audio e video. Aiello, operatore e montatore professionista, autore di film e video sperimentali, insegna anche Applicazioni digitali per le arti visive presso l’Accademia di Belle Arti della città.

Venerdì, durante il seminario, verranno anche presentati due corsi, nati dalla collaborazione tra Canecapovolto e Bocs. Innanzitutto sette incontri da due ore ciascuno – per sei allievi alla volta – sul reportage audio e video: per imparare a usare sul campo telecamera e microfoni. Tenendo la pratica come metodo e la teoria come obiettivo. Per i più esperti o per chi vuole approfondire, ci sarà poi il corso di montaggio digitale creativo, con l’uso di Final Cut Pro. Non un ciclo di lezioni tecniche sul programma, ma un modo per imparare a sperimentarne l’uso artistico e a raccontare con le immagini in modo nuovo. A partire dall’analisi del girato che, seppur imperfetto, può nascondere sorprendenti risorse creative. Basta sapere come tirarle fuori.

Da qui, nel corso dei sette incontri – ancora da due ore ciascuno ma solo per classi da tre allievi – si passa al montaggio vero e proprio, lo studio degli effetti e la loro interazione con altri elementi che arricchiscono la narrazione, come le fotografie, i titoli o la scrittura su video in genere. Che sia per un documentario o per videoclip a budget quasi zero, l’importante è che si tratti di video arte.

[Foto: Pps/Meetings, una delle installazioni audio-visive curate dall’associazione culturale Canecapovolto, con opere di Elisa Abela/Caterina Devi, Zoltan Fazekas, Ele Rainer e Hinna Reval/Rodolfo Casio e Jolanda Campanella]

«Il più grande» del clarinetto rivive in un docu-film

clarinet_pic.jpgIl jazz, gli Stati Uniti, l’emigrazione. Il tutto in un docu-film di Franco Maresco, regista e sceneggiatore palermitano, nota metà di un’ancora più famosa coppia (per ora separata) della tv. I Ciprì e Maresco di Blob – e non solo – quelli degli accostamenti paradossali e delle deliranti visioni del futuro.

Il regista ha scelto Catania come sede dell’anteprima ufficiale siciliana del suo nuovo lavoro, Io sono Tony Scott, ovvero come l’Italia fece fuori il più grande clarinettista del jazz. Il docu-film – presentato al Festival del film di Locarno del 2010 – sarà proiettato oggi al Cinema King (via Antonio de Curtis, 14) alle 21.00, in un evento organizzato dall’Associazione Catania Jazz. L’ingresso costerà 3 euro e sarà presente il regista.

La pellicola racconta la storia del musicista siculo-americano scomparso nel 2007. Prima di diventare Tony Scott negli anni ’40 dello scorso secolo, «il più grande clarinettista del mondo» – come si è autodefinito in punto di morte, racconta una delle figlie – si chiamava Antonio Giuseppe Sciacca. Nato negli States da genitori di Salemi, comune in provincia di Trapani, «il più bianco dei neri» – come lo chiamavano invece i colleghi – era una stella musicale americana del jazz moderno.

Fino a quando non decise di trasferirsi in Italia alla fine degli anni Sessanta. Il nostro Paese «non l’ha capito e proprio per questo l’ha emarginato», condividono diversi critici nel docu-film. Un lavoro durato tre anni con immagini d’archivio provenienti da tutto il mondo e più di cento testimonianze. Le parole delle tre mogli di Scott, di altri parenti, amici, musicisti e critici del clarinettista, permettono a Maresco di raccontare la moderna storia del jazz e degli Stati Uniti, passando necessariamente per le esperienze di emigrazione. Andata e ritorno.

[Foto: uno scatto recente di Tony Scott al clarinetto, da tonyscott.it]