Villa Bellini: undici domande al Sindaco

villabellini.jpgVilla Bellini è uno dei simboli di Catania: l’unico parco cittadino nel Centro storico, frequentatissimo da giovani e meno giovani a qualsiasi ora del giorno. Questo fino a 3 anni fa, quando per l’avviamento del progetto di riqualificazione la Villa Bellini è stata chiusa, e riaperta solo per una piccola parte. Un comitato di cittadini, che si è chiamato “Comitato in difesa della Villa Bellini”, ha deciso di portare alla luce le stranezze nella gestione della ristrutturazione, rivolgendo undici chiare e dirette domande all’amministrazione comunale e al Sindaco. Eccole:

1) Il bando di gara “nazionale” di aggiudicazione dei lavori di recupero e valorizzazione della Villa Bellini, aggiudicato dopo ricorso per un importo complessivo definitivo di 12 milioni di euro (24 miliardi di lire), ovvero con un ribasso del 26,037 % sulla base d’asta di 14 milioni e mezzo, è valido?

2) La Commissione Europea sui POR si è espressa già in tal senso visto il mancato rispetto delle direttive della stessa in quanto il bando doveva essere pubblicato a livello di Unione europea?

3) Perché i lavori alla fine dell’ottobre del 2008, così come imposto dalla Commissione Europea, pena la perdita dei finanziamenti, non sono stati completati e quanti i milioni utilizzati fino ad allora

4) La Commissione Europea si è espressa anche sul mancato rispetto della fine dei lavori e della loro rendicontazione che doveva avvenire entro il 2008, nel rispetto del POR 2000-2006?

5) La proroga della fine dei lavori a giugno 2009, che sembrerebbe essere stata concessa dalla Regione, con quali finalità è stata data e ha avuto l’assenso formale da parte della Commissione Europea oltre che della Sovrintendenza ai Beni Culturali di Catania?

6) Perché la stessa proroga al 30 giugno dei lavori di recupero della Villa Bellini non è stata nuovamente rispettata, viste le condizioni di degrado e abbandono in cui versa la parte chiusa al pubblico di quello che è stato considerato il più bel giardino d’Europa, il tutto ripreso dagli organi d’informazione, e le ineluttabili dichiarazioni dell’Assessore ai LL.PP., Mario Coppa?

7) Come mai i 12 milioni di euro, secondo le dichiarazioni ad alcuni organi di stampa dell’Assessore ai LL.PP., non sarebbero bastati al completamento dei lavori quando invece un’altra azienda si era in un primo momento aggiudicata (poi esclusa per eccesso di ribasso) tale appalto con un ribasso del 41,8%, ovvero con una somma di circa 8 milioni di euro?

8) Se ciò risultasse al vero quali sarebbero le responsabilità dei progettisti e di coloro che hanno redatto il bando di gara oltre a coloro che hanno diretto i lavori di recupero della Villa?

9) Perché l’Assessore ai LL.PP. parla di una mancanza di tre milioni di euro (ovvero di altri sei miliardi di lire!) anche se cinque giorni prima nella prima intervista pubblicata dal GdS parlava invece di 1 milione e mezzo di euro per completare i lavori e che inoltre tali lavori avrebbero fine ad un anno dalla proroga ovvero nel giugno del 2010

10) Se l’intera somma di 12 milioni di euro, stanziati dalla Commissione Europea e già utilizzati a copertura della gara d’appalto ovvero per l’intero progetto di recupero della Villa, dovrà essere restituiti al mittente, con tanto di interessi ovviamente, da dove verranno prelevati? Dalle misere e vuote casse del Comune? Dalle tasche dei cittadini catanesi? O da chi eventualmente avrebbe delle responsabilità su tutto ciò?

11) Quali iniziative e provvedimenti prenderà a breve Sig. Sindaco per fare luce e verità pubblica su tutti i passaggi e le eventuali responsabilità che hanno condotto il restauro e la valorizzazione di quello che è il bene monumentale a cui i catanesi sono più legati ad una sorta di Waterloo, ovvero ad un disastro sia dal punto di vista ambientale-architettonico che di quello progettuale-burocratico?