Nasce il Museo del Gioco Scientifico

catania 2013, marzo, museo gioco scientifico, centro commerciale centro sicilia, scienza, gioco, esposizioni, percorso, giovani, fisici siciliani, archimede, majoranaA marzo, a Catania, aprirà il primo Museo interattivo del Gioco Scientifico.
Sarà diviso in quattro grandi sezioni: luce e suono, meccanica, termodinamica ed elettromagnetismo. Il percorso composto da 40 esperienze accompagnerà il pubblico tra labirinti di specchi, giri della morte, lampade magiche, proiettori, specchi e laser, caleidoscopi, miraggi e ancora sfere al plasma, trottole e giochi magnetici.

Saranno esposte anche mongolfiere solari e termiche, meridiane, specchi ustori e motori solari. Una delle aree espositive dell’area sarà inoltre dedicata ai fisici siciliani: da Archimede a Majorana e alla storia della fisica dell’isola.

L’obiettivo è quello di fornire ai giovani e agli appassionati un luogo di incontro con la scienza e la tecnologia.

Il museo si trova all’interno del polo commerciale Centro Sicilia, nel centro direzionale Consorzio Elios Etneo grazie alla collaborazione tra quest’ultimo e la Cooperativa Sociale Archimede Servizi.

Il biglietto d’ingresso avrà un costo pari a € 3,00 a persona e gratuito per i bambini fino a 5 anni.
Per tutta la primavera il Museo sarà visitabile il Sabato dalle ore 9.00 alle ore 14.00 e dalle ore 16.00 alle ore 19.00, la Domenica dalle ore 10.00 alle ore 14.00 e dalle ore 16.00 alle ore 19.00. Dal Lunedì al Venerdì la mostra sarà visitabile solo su prenotazione per scuole e gruppi di minimo 20 persone.

Il Museo è facilmente raggiungibile seguendo le indicazioni per il Centro Sicilia dal quale dista poche decine di metri. Tangenziale ovest di Catania/Uscita San Giorgio – Contrada Cubba.



 


Rifiuti, il nuovo bando parte “arretrato”

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Il nuovo bando per la raccolta dei rifiuti a Catania partirà già arretrato: secondo quanto rilevato da Cittàinsieme giovani, associazione di società civile catanese, l’obiettivo del “40% di raccolta differenziata”, che a prima vista sembra un grandissimo passo avanti rispetto alla situazione attuale – anzi, lo è senza dubbio, la racolta differenziata a Catania è prossima allo zero – in realtà è un obiettivo ben al di sotto dei requisiti di legge: si dovrebbe arrivare al 65%, pena un aumento delle tariffe del 20%.

L’allarmante situazione – allarmante sia per l’ambiente che per le tasche – che si verrebbe a creare può ancora essere scongiurata: basta rifare il bando in tempi brevi. Sperando che l’azienda che si aggiudicherà il multimilionario appalto di gestione rifiuti per la zona del comune di Catania – l’unica azienda attualmente in corsa è la IPI di Roma – faccia bene il suo lavoro, altrimenti a rimetterci saranno solo i cittadini.

Di seguito il testo parte dell’intervento dei giovani di Cittàinsieme ai recenti Stati generali dell’Ambiente. La verisone integrale è qui.

Puntualizziamo infatti che uno degli obiettivi posti nel bando è quello di raggiungere il 40% della raccolta differenziata entro il 2015 a fronte di un obiettivo che la legge impone nel D.Lgs 152/06 art. 205, comma 1, lettera c) essere del 65% entro il 2012, pena l’aumento del 20% al tributo di conferimento dei rifiuti in discarica (art. 205, comma 3). Così è certificato che chi gestirà i rifiuti a Catania sarà tranquillo (base d’asta del bando di gara è circa 165 milioni di euro per 5 anni) perché l’obiettivo è veramente basso (siamo nel 2010 e la gestione dei rifiuti è ancora allo stato primitivo) e noi cittadini pagheremo, approfittando dell’ignoranza dei più, una sovrattassa, l’ennesima, causata da una cattiva gestione della cosa pubblica. Oggi il concetto di rifiuto a Catania è legato allo sporco, l’inquinamento e la puzza. Nel bando di gara DG 13/0452 del 31/12/2008 che prevede la gestione dei rifiuti solidi urbani per 5 anni, (2010-2015) non c’è traccia del concetto di: riduzione dei rifiuti, prevenzione della riduzione dei rifiuti mediante la promozione di strumenti economici, eco-bilanci, azioni di certificazione ambientale, analisi del ciclo di vita dei prodotti, azioni di informazione e di sensibilizzazione dei consumatori, oppure mediante clausole di gare d’appalto che valorizzino la competenza tecnica in materia di prevenzione della produzione dei rifiuti. Bisogna insomma favorire il riutilizzo, il reimpiego e per ultimo il riciclaggio. Bisogna adottare condizioni economiche che prescrivono l’impiego di materiali recuperati dai rifiuti al fine di favorire il mercato di tali materiali (si pensi al vetro ed al meccanismo del vuoto a rendere, oppure all’utilizzo dei rifiuti come mezzo per produrre energia. Si può provare a dare una idea nuova di cosa vuole dire gestire i rifiuti in un’ottica di riduzione: facciamo notare ad esempio come in Italia (fonte “AltroConsumo”) si producono ogni anno 600 kg di rifiuti procapite (a Catania pensiamo un po’ di più), quantità che è in costante aumento. Il ragionamento che si dovrebbe fare è semplice: gestire il 65 % di 600 kg vuol dire gestire quasi 400 kg di differenziata per ogni persona; ora, se già questi 600Kg diventassero via via 400 Kg (ad esempio), il 65% è circa 260 Kg e così via… si può arrivare anche a produzione 0. E non si dica la storiaccia che i cittadini catanesi non sono in grado di recepire queste informazioni perché questo vuole dire due cose inaccettabili: 1) i cittadini catanesi sono stupidi e da terzo mondo; 2) l’amministrazione non è in grado di governare i cittadini ma si fa governare assecondando le follie dei più. E se l’amministrazione non è in grado di governare (fare rispettare la legge) questo diventa un problema di tutti.

Foto di Peter Kaminski

Il verso presente – incontri di poesia

Immagine 1130.jpgPoesia contemporanea: ma che cos’è? Contro il luogo comune che fa dei versi attuali “un accozzaglia di parole, separate da degli a-capo casuali” – e quindi tutti potenziali poeti della domenica o del sabato, insomma ci siamo capiti – la poesia italiana verrà sviscerata in sei incontri.

“Il verso presente” è una rassegna che dal 16 marzo al 10 maggio 2010 si svolgerà presso l’ex Monastero dei Benedettini, curata da Patrizia Guarino e Alessia Tsagris e coordinata dai professori Antonio Di Grado e Rosario Castelli, è organizzata dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Catania, dal Dipartimento di Filologia moderna e dal Dipartimento Interdisciplinare di Studi Europei, con la collaborazione del Collegio Universitario d’Aragona – Camplus D’Aragona e di TRIBE Società Cooperativa.
Il verso presente si avvale inoltre del patrocinio del Premio Internazionale Mario Luzi e del Centro di poesia contemporanea dell’Università di Bologna, nonché del contributo della Libreria Bonaccorso, dell’Associazione culturale Leggerete e infine dell’Associazione Interminati Spazi.

PROGRAMMA:

Martedì 16 marzo 2010 – AULA MAGNA MAZZARINO (ore 17.30)
La corte dispersa della Regina: il presente della poesia.
Lagrime da offrire al Silenzio. Perché tu mi dici: poeta?
S. Corazzini

Cos’è successo alla poesia nell’ultimo cinquantennio? Un dialogo sui temi, le tecniche compositive e le finalità espressive del verso presente, «sui modi che la parola poetica sa attivare, violando consuetudini e aspettative, per eludere l’armistizio o la resa alla realtà». In contrasto con chi sostiene che non sia questo un secolo propizio per la poesia, urge riscoprire la tensione euristica dei versi del nostro tempo nella loro fisiologia fonico-espressiva.

Introduce e coordina: prof. Giuseppe Savoca
Ospiti: Umberto Piersanti, Loretto Rafanelli, Davide Rondoni
Interviene: prof. Roberto Galaverni

Martedì 30 marzo 2010 – CORO DI NOTTE (ore 17.30)
Il riso della gazza: poeti siciliani d’oggi.
Si junci vuci pi st’àspiri praj senza ciuri.
P. Messina

Uno sguardo sulla poesia siciliana del secondo novecento, dal nudo scavo della produzione dialettale della Nuova Scuola, universale e mai regionalistica, in posizione di dichiarata rottura con la tradizione letteraria nazionale, alle figure di spicco del presente panorama sovraregionale, promotrici di forme e contenuti ricercati su vasti orizzonti di pensiero oltrepassando ogni pregiudiziale etnografica.

Introduce e coordina: prof. Rosario Castelli
Ospiti: Maria Attanasio, Sebastiano Burgaretta, Angelo Scandurra
Interviene: prof. Giuseppe Condorelli

Giovedì 8 aprile 2010 – CORO DI NOTTE (ore 17.30)
«De la sua loquela in altra trasmutare»: miseria e splendore dellatraduzione poetica.
Non odo parole che dici umane; ma odo parole più nuove.
G. D’Annunzio

Cosa significa tradurre un testo poetico? Quali difficoltà comporta? Se l’atto poetico è di per sé irripetibile, ogni traduzione non può essere considerata in funzione della sua identità col testo originale poiché tra-durre implica, per definizione, un trasferimento e dunque un cambiamento, che individui, nelle differenze tra il sistema di partenza e quello di arrivo, la specificità della singola traduzione poetica, nella considerazione che ogni traduzione, in quanto riscrittura, risillabazione e dunque ri-creazione, detenga di per sé l’unicità di ogni atto poetico.

Introduce e coordina: prof.ssa Cettina Rizzo
Ospiti: Miguel Angel Cuevas, Jaroslaw Mikolajewski, Fabio Scotto
Interviene: dott.ssa Clio Spucches

Venerdì 16 aprile 2010 – CORO DI NOTTE (ore 17.30)
Poesia, dando del Lei: voci femminili del secondo Novecento.
Non son più il fiore timido appeso dove erano i salici.
A. Rosselli

Date le ferventi problematizzazioni relative alla recente diffusione degli studi di genere, sulla scorta delle acquisizioni del poststrutturalismo e del decostruzionismo francese, in risposta alle esigenze di valorizzazione di voci di cui il canone sembra deficitario, si propone un contributo che, lungi dal ritenersi esaustivo, fornisca le coordinate metodologiche ed esperienziali necessarie per l’approfondimento dell’universo lirico femminile sul finire del nostro secolo, presentando in tal modo due personalità poetiche diverse eppure egualmente pregevoli.

Introduce e coordina: prof.ssa Margherita Verdirame
Ospiti: Vivian Lamarque, Marina Moretti, Gabriella Sica
Intervengono: Cosimo Damiano Damato, Rosalba Bentivoglio
Proiezione del film Alda Merini – Una donna sul palcoscenico, regia di Cosimo Damiano Damato.

Giovedì 29 aprile 2010 – AUDITORIUM DE CARLO (ore 17.30)
Il canto di Euterpe: poesia, canzone e sperimentazione di genere.
Tonica, terza, quinta, settima diminuita. Resta dunque irrisolto l’accordo della mia vita?
G. Caproni

Poesia e musica sembrano aver attraversato la modernità separatamente, tornando a dialogare solo negli ultimi tempi, tanto per ciò che concerne il genere della canzone quanto per ciò che riguarda l’ambito spiccatamente poetico. Proponiamo una ricognizione delle spinose questioni relative al rapporto tra poesia e musica, inscritta all’interno di problematizzazioni che insistono ora sull’identità di genere delle due forme d’arte, ora sulla loro reciproca autonomia e osmotica interazione.

Introduce e coordina: prof. Antonio Di Grado
Ospiti: Francesca Merloni, Biagio Guerrera, Lello Voce
Intervengono: Rosalba Bentivoglio, Carlo Guarrera
Sarà presente Franco Battiato

Lunedì 10 maggio 2010 – AUDITORIUM DE CARLO (ore 17.30)
La poesia contemporanea tra avanguardia e tradizione.
Ma la poesia […] è un angelico virus che sta in agguato, un guerriero accucciato che ride e stringe le zampe alle sue prede.
D. Rondoni

Lungi dal ridurre parte della poesia del secondo dopoguerra ad una reazione all’ermetismo e al linguaggio post-simbolista, sembra necessario ripercorrere il processo di superamento e rinnovamento del linguaggio poetico attraverso le sperimentazioni neo-avanguardistiche e l’affermarsi dell’uso del dialetto nell’ottica di uno sperimentalismo consustanziantesi in un realismo poetico che tocca tanto la struttura del discorso quanto il registro di cui esso si avvale.

Introduce e coordina: prof. Fernando Gioviale
Ospiti: Nino De Vita, Franco Loi, Edoardo Sanguineti
Interviene: dott. Mattia Leombruno

Tanta voglia di Volley a Catania

palacatania.jpgUn misto di orgoglio e amarezza: quando viene a giocare la nazionale di volley qui a Catania, sono questi i sentimenti che provano i catanesi. Li, sugli spalti del Palacatania, noi catanesi “amanti del volley” dimostriamo tutta la nostra voglia di Volley ad alto livello (beccandoci anche i complimenti del CT Anastasi “la WorldLeague la giocherei sempre a Catania” ha detto), la nostra cultura sportiva, dando una visione ben migliore di quella (in gran parte falsa) di città assediata dagli antisportivi che negli scorsi anni si è formata nel contesto calcistico (vedere 2 febbraio 2007). Considerando anche gli ottimi risultati delle giovanili, quest’anno ancora campioni regionali under 18, si stenta a capire perché il grande volley stia lontano da Catania.

Dopo la bella partita Italia – USA, persa 3 a 1 con nemmeno troppo demerito, fa rabbia pensare che su quel parquet l‘anno prossimo si ricomincerà dalla serie B1. Per fortuna ci sarà ancora Hugo Conte, ci sarà ancora un giocatore da A1 come Stefano Moro, e ci sarà il pubblico, magari non i 5000 presenti per la nazionale ma i pienoni quando la squadra dovrà essere “supportata” non mancheranno. Le energie per rinascere ci sono, quindi, ma restano dei punti oscuri: c’è la volontà politica di supportare gli sport minori in questa città che da volley, rugby, pallanuoto, pallamano, ha ricevuto tanto, tantissimo, e che invece ha sempre puntato (con pessimi risultati negli anni, riscattati dagli ultimi successi del Catania in A) sul calcio?

La vergogna internazionale del PalaCatania per 10 minuti totalmente al buio in una partita di WorldLeague fa solo rabbia. E la candidatura per ospitare le partite dei prossimi mondiali, se il pubblico l’ha ampiamente meritata, non la meritano gli impianti. Torneremo presto sul tema, nel frattempo, per fortuna, l’estate del Beach è molto lunga, e a Catania di solito se manca la luce non manca il Sole…