Da grande farò la matricola: lo strano caso Unict

rettorato catania_by angelo fallia.jpgL’Università di Catania potrebbe fare scuola. Da quest’anno, unico caso in Italia, l’ateneo etneo ha introdotto il numero programmato per tutte le facoltà. Stamattina, al centro fieristico Le Ciminiere si stanno svolgendo le ultime prove d’accesso, cominciate l’1 settembre. Un totale di 23156 iscritti ai test, di cui 12263 almeno ad una prova. Per soli 9270 posti a disposizione, divisi tra i diversi corsi di laurea.

Le aspiranti matricole hanno un po’ pescato nel mazzo. C’è chi ha provato l’ingresso a una sola facoltà, chi ha cercato di avere una coppia di opportunità, se non un tris. Perché l’ateneo non ha posto una limitazione al numero di prove che si possono sostenere. E nemmeno i 40 euro necessari per iscriversi a ciascuna sembra avere scoraggiato i futuri studenti di Unict.

I test dovrebbero verificare se i candidati sono in possesso di un’adeguata preparazione iniziale. Ma non basterà superarli perché, seppur ammessi in graduatoria, si potrebbe essere non del tutto idonei. Chi non passerà le prove con punteggio pieno, verrà iscritto “con riserva”. Significa che durante il primo anno di corso non potrà sostenere i normali esami, ma sarà obbligato a superare delle verifiche su dei corsi aggiuntivi per colmare le proprie lacune.

Entro il 20 settembre, comunque, tutti gli esaminati che avranno superato più di una prova e troveranno il proprio nome in diverse graduatorie, dovranno dare un’ordine di preferenza dei corsi di laurea che intendono frequentare.

Ma non mancano le polemiche. Nonostante l’affluenza ai test, c’è chi nota un grande assente: il diritto allo studio.

(La sede del Rettorato etneo, foto di Angelo Failla)

Da grande farò la matricola: lo strano caso Unictultima modifica: 2010-09-15T08:30:00+02:00da admin
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