Panico da regali? Ci pensa l’artigianato locale

ceramica presepe copia.jpgRegali di Natale? Anche quest’anno, niente panico. Con un occhio al portafoglio e un altro alla qualità, possiamo smettere di setacciare i negozi alla ricerca di qualcosa di sfizioso.

La provincia di Catania ha confermato l’iniziativa Natale ai Minoriti, mostra di artigianato artistico locale. Un’occasione per aggirarsi tra gli stand di tante maestranze nostrane e scegliere i pezzi che più ci piacciono. L’esposizione sarà allestita nel chiostro di Palazzo Minoriti (via Etna 73), sede della provincia etnea e della prefettura, e sarà visitabile dal 12 al 30 dicembre dalle 10 alle 21. Per chi proprio non sapesse aspettare, Natale ai Minoriti viene inaugurato sabato alle 16.

L’iniziativa è ormai un appuntamento per i collezionisti, che trovano riunito il meglio degli artisti locali. Ma è anche un modo intelligente per risolvere la ricerca dei doni natalizi senza stress. E senza sensi di colpa. Perché molti degli artigiani hanno già fatto sapere che terranno conto della crisi, delle tasche vuote e degli inutili sprechi delle feste: insieme a costosi pezzi rari, si troveranno anche oggettini e idee regalo a poco prezzo, ma di qualità e originali. Per chi fosse solo curioso, Natale ai Minoriti merita una passeggiata per l’area espositiva dedicata ai presepi.

[Foto di un presepe artigianale, realizzato da Lidia Conti]

Modigliani dipinge Sant’Agata, in mostra a Catania

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Per gli amanti dell’arte oggi è un giorno imperdibile. In municipio a Catania sarà svelato il «Ritratto di Agatae» di Amedeo Modigliani, che raffigura Sant’Agata, la patrona della città. Un inedito del 1919, scoperto per caso. Un collezionista di documenti antichi lo ritrova tra i pezzi acquistati anni prima in una casa d’aste internazionale. Il ritratto stava sul retro di una lettera che Modigliani aveva ricevuto da un prelato di Noto, in provincia di Siracusa. Un omaggio dell’artista toscano alla città, dove per un periodo si erano trasferiti i suoi fratelli, Emanuele e Umberto. Modigliani, però, non riuscì mai a visitare il capoluogo etneo.

Un lavoro mai visto che è solo una piccola anticipazione della mostra dedicata al pittore e scultore di Livorno: Modigliani, ritratti dell’anima. Per la prima volta a Catania, le sue opere saranno esposte dall’11 dicembre all’11 febbraio al Castello Ursino, la fortezza medievale voluta da Federico II di Svevia.

In mostra un centinaio di pezzi collegati all’autore, in un percorso artistico e umano. Vedremo 32 disegni – di cui sette inediti – quattro oli su tela e cinque sculture, realizzati da Modigliani tra il 1909 e il 1919 nel quartiere per artisti Montparnasse di Parigi. Ma anche taccuini, fotografie, cartoline e lettere.

Tra le curiosità: saranno in mostra anche il diario della madre di Modigliani, Eugenie Garsin, che racconta la storia di famiglia a partire dal 1886 e le pagelle scolastiche dell’artista.

[Foto: Amedeo Modigliani nel suo atelier, di Paul Guillaume (Parigi 1915)]

«Ogni promessa», Bajani presenta il suo nuovo libro

andrea bajani.jpg«Telefonato tua madre, è morto Mario». Un biglietto su un tavolo che si trasforma in una pietra. E’ il peso della memoria. Quella dei personaggi di Ogni promessa, il nuovo libro di Andrea Bajani che sarà presentato oggi alle 19,30 alla libreria Tertulia di Catania (via Michele Rapisardi 1/3).

Lo scrittore – romano di nascita ma piemontese d’adozione – ha già all’attivo una lunga lista di lavori. Dal suo primo romanzo, nel 2002, Morto un papa al co-autorato dello spettacolo teatrale I Miserabili con Marco Paolini. Poi le trasmissioni su Radio2 e le collaborazioni giornalistiche con i quotidiani La Stampa e L’Unità. Bajani è anche autore di un libro del 2006 che adesso potrebbe proprio tornare di moda: Mi spezzo ma non m’impiego, un po’ saggio un po’ inchiesta sui lavoratori precari. Un viaggio ironico tra interinali, stagisti e co.co.co., una parte di quella varia umanità che in questi giorni sta sui tetti o nelle piazze in protesta.

Nel nuovo libro di Bajani, Ogni promessa, ci sono Pietro, Sara e un pancione. E poi c’è Mario, quello del biglietto, un nonno sopravvissuto alla campagna di Russia, ma già morto per tutti ancora prima della sua definitiva scomparsa. Al segreto nascosto tra la coppia si accompagna il mistero di tutte le storie che Mario non ha mai raccontato. Un volume sulla memoria e il suo peso. Pagine in cui Andrea Bajani mette da parte per un attimo lo stile umoristico e stira la scrittura come i fili dei ricordi dei suoi protagonisti.

C’è anche Catania sul tetto che scotta

unict_etna_chiara rizzica.pngCortei, raccolte di firme e una bandiera che batte Unict in cima all’Etna. Anche gli studenti e i ricercatori del capoluogo etneo manifestano contro la riforma dell’università, approvata ieri sera alla Camera con 307 sì e 252 no. Il centro delle proteste è però il tetto della facoltà di Architettura di Roma. Quel rettangolo di cemento da cui i ricercatori dominano la vista di Montecitorio.

Un tetto che tante volte in questi giorni è stato protagonista di telegiornali e trasmissioni, ma che sembrava tanto lontano. Eppure, sapevate che lassù c’è anche un catanese? I più attenti lo avranno visto lunedì sera, al programma di La7 L’Infedele, condotto da Gad Lerner. Luisa Santangelo, per il periodico online Step1, ci racconta chi è e cosa ci fa là in cima.

Sul treno da Roma Fiumicino a Roma Termini: era lì Gianni Piazza, docente di Scienza  politica e ricercatore alla Facoltà di Scienze Politiche di Catania, quando Step1 l’ha contattato telefonicamente per farsi raccontare la sua avventura nella capitale.

Dal 22 novembre il professore catanese è a Roma, sul tetto della facoltà di Architettura di piazza Borghese, a pochi passi da Montecitorio, diventato il centro della protesta contro il ddl Gelmini, che domani affronterà l’ultima votazione alla Camera. La movimentazione nazionale è partita da quella terrazza, dall’idea della Rete 29 Aprile di occupare i tetti delle università italiane: prima la capitale, poi il resto d’Italia, in una mobilitazione di ricercatori, precari e studenti in prima pagina su tutti i quotidiani nazionali.

[Cliccate qui per continuare a leggere l’intervista a Gianni Piazza]

[Foto di Chiara Rizzica]