Giochi cromatici e sicofoil, in mostra Carla Accardi

Se la proposta culturale di Catania è ai minimi storici, meglio non dire dell’originalità. Eppure, ogni tanto, ecco un barlume di sperimentazione. Come la mostra dal titolo Carla Accardi. Segno e trasparenza, da domenica 6 febbraio – e fino al 12 giugno – a Palazzo Valle (via Vittorio Emanuele 122), sede della Fondazione Puglisi Cosentino. In mostra le più importanti opere dell’artista trapanese trapiantata a Roma, nota esponente in Italia e in Europa del gruppo Carla_Accardi-18c3f.jpgForma, costituito a Roma nel 1947 per rivendicare la possibilità di unire ricerca estetica e impegno politico.

Insieme alle opere già note – come i dipinti presentati alla Biennale di Venezia del 1988 e Pavimento in ceramica (2007), esempio di fusione tra architettura e arte – saranno presentati anche nuovi lavori, creati appositamente per gli spazi barocchi di Palazzo Valle. Ogni ambiente sarà diverso dall’altro, secondo la sensibilità dell’artista e la sua idea di empatia con le esposizioni in sala.

Dalle opere della Accardi frutto di ricerca di equilibrio tra colori, forme e spazio alle sperimentazioni più recenti. Un percorso che parte dai lavori degli anni ’50 – i giochi cromatici prima, i caratteristici lavori in bianco e nero poi – per saltare al 2000, attraversando – proprio fisicamente – la struttura in plexiglas della Casa Labirinto. E ancora tondi e griglie, forme e segni, per finire con le ceramiche e le note superfici in sicofoil – un acetato di cellulosa – che Carla Accardi utilizza come basi trasparenti su cui dipingere.

[Foto: Carla Accardi nel suo studio romano in uno scatto del 1999 di Mireille Hoster]

Tempo di crisi: la Pfizer lascia Catania

3377551632_a478c9246b.jpgE’ la crisi, bellezza. A Catania un’altra azienda getta la spugna. Il colosso farmaceutico americano Pfizer Inc. ha fatto sapere ieri con un comunicato che cederà il suo stabilimento etneo, in cui lavorano 750 dipendenti.

Il passaggio del centro di tossicologia di Catania a un altro soggetto interessato è stato deciso dall’azienda di New York dopo una revisione del suo settore di ricerca a livello mondiale. La Pfizer ha fatto un paio di conti e trova più conveniente mantere solo gli stabilimenti delle città dove è presente anche un centro di ricerca. E Catania non è tra queste.

La ditta è presente in Italia dal 1955 e, oltre a quello etneo, ha altri due siti – ad Ascoli Piceno e ad Aprilia – e due sedi amministrative, a Milano e a Roma. Sotto l’Etna si trovano lo stabilimento di produzione sterile e il laboratorio per lo sviluppo di farmaci anti-tumorali, nato dalla collaborazione tra l’azienda e il Consiglio nazionale delle Ricerche, che impegna 77 ricercatori.

La Pfizer ha sottolineato che tanto lo stabilimento quanto il lavoratorio resteranno in funzione, solo sotto un altro proprietario. Sembra anzi che la scelta della cessione – anziché della chiusura – sia dovuta proprio alla volontà di garantire gli oltre 800 posti di lavoro catanesi.

Eppure non mancano già le preoccupazioni, per lo stato della scienza in Italia e per la città. «Si tratta di una notizia grave non solo per un territorio già depresso» è il primo commento arrivato dal segretario nazionale del sindacato Ugl Chimici Luigi Ulgiati, «ma anche per la ricerca italiana, che rischia di perdere un altro importante tassello».

[Foto di Francesca Guadagnini]