La poesia, dal libro al palco e ritorno

Ci sono gli amanti della poesia. E poi ci sono quelli che si annoiano. Per andare incontro a entrambi, la facoltà di Lettere di Catania ha confermato – per la seconda edizione – la rassegna Il verso presente. Con uno sguardo internazionale, una strizzata d’occhio all’attualità e una serie di attività collaterali. La location sarà ancora una volta l’ex monastero dei Benedettini (piazza Dante 32), sede della facoltà.

Sei appuntamenti da oggi al 16 maggio, per discutere delle forme e delle tecniche della poesia, ma anche della sua spettacolarizzazione. Che la porta sul palco e così a un pubblico più grande. Anche a quelli che si annoiano, appunto.

3526002850_6ac64e374e.jpgIl programma prevede soprattutto incontri con autori e studiosi sui diversi aspetti della pratica poetica. Ad aprire – oggi alle 17 – sarà il dibattito sulla produzione italiana contemporanea e dei 150 anni unitari. Ma a intervenire durante la rassegna saranno anche figure straniere, come il poeta francese Jean Jacques Viton.

L’interesse per l’estero è concentrato soprattutto nell’area del Mediterraneo e guarda al suo rapporto con l’Europa. Per approfondire questi aspetti, due giornate saranno dedicate alla poesia maghrebina, con la presenza di Moncef Ghachem – cantore tunisino della tradizione marinara mediterranea – e alla produzione neogreca, con Titos Patrikios, poeta della resistenza greca con le sue opere, la testimonianza politica e quella personale.

In serata, invece, intorno alle 21 verranno proposte diverse attività. Dalle letture ai recital, come quello dell’8 aprile con quattro voci e chiatarra. Da una serata dal titolo Uso poetico di Kubrick a una commedia in due atti per il circo.

Qui trovate il programma completo.

[Foto di Valentina_A]

Monastero per i piccoli, il cibo tra gioco e studio

Al Monastero, i calderoni e le graticole erano tanto grandi che ci si poteva bollire tutta una coscia di vitella e arrostire un pesce spada sano sano.
[
I Vicerè, F. De Roberto]

monastero benedettini catania_sim dawdler.jpgL’arte di Michelasso: mangiare bere e andare a spasso. Secondo i racconti della tradizione, una regola che si applicava perfettamente alla vita d’altri tempi dei monaci benedettini catanesi. E le cucine del monastero sono forse la parte della struttura che ha più affascinato viaggiatori e scrittori. Altro che «prega e lavora», meglio godersi la vita: che significa anche arte e natura. Perché non riprovarci?

Ci hanno pensato i ragazzi dell’associazione Officine Culturali che, insieme alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’università di Catania, hanno organizzato una serie di laboratori per i bambini. All’ex monastero dei Benedettini ogni domenica da febbraio a maggio. Quattro tipi di corsi con un tema comune: le arti dei monaci dal Cinquecento a oggi.

L’appuntamento di questa domenica alle 9 sarà un gioco per mischiare saperi e sapori, attraverso i racconti della “letteratura gastronomica”. Ad accompagnare i più piccoli in queste due ore e mezzo per scoprire, imparare e divertirsi sarà Mario Giuffrida dell’associazione Le Città inVisibili, che si occupa proprio di educare i bimbi (e i grandi) attraverso il gioco. L’idea è rivolta a un gruppo di massimo 20 ragazzi, dagli 8 agli 11 anni.

Gli altri appuntamenti di questo mese saranno con i laboratori Giochi d’Arte – un viaggio nelle antiche botteghe artigiane – e Orto a Chi Tocca! – per imparare a distinguere e utilizzare le piante aromatiche -, che inizieranno domenica 27 febbraio.

[Foto: uno dei chiostri dell’ex monastero dei Benedettini di Catania, di Sim Dawdler]

 

Io Leggo: letture pubbliche per Catania

io_leggo.jpg«“Io leggo” nasce in un momento di rabbia e sconforto immediatamente seguito altri due sentimenti apparentemente contrastanti con i primi: la forza e la determinazione. Siamo determinate, sì, determinate a far capire che Catania e la Sicilia non sono solo quelle che si leggono sui giornali. Non siamo solo mafia, così come l’Italia non è solo pizza e spaghetti». Queste le parole di Nilde Lemma e Simona Schifano, speaker di radio Zammù e studentesse di Lettere, hanno dato vita ad “Io leggo”, un reading nato dall’esigenza di riaffermare un legame con il territorio e tra coloro che ogni giorno lo vivono, dopo che giovedì scorso Laura Salafia, studentessa di Lettere, è stata ferita nel corso di una sparatoria proprio davanti alla sua facoltà, dopo aver sostenuto un esame.

«Un modo per farci sentire dalla nostra amica Laura in maniera concreta. Ci rende tristi sentire commenti come “Mi vergogno di essere catanese”. Non dobbiamo vergognarci: siamo quelli che dopo solo otto ore dalla sparatoria avvenuta il primo luglio in Piazza Dante eravamo tutti riuniti per manifestare la nostra solidarietà a Laura Salafia”» aggiungono le due organizzatrici di “Io leggo”. Saranno invitati a leggere brani, poesie o messaggi non solo studenti e professori, ma anche professionisti, persone impegnate nel sociale con associazioni come Addiopizzo, Fiumara D’Arte, Caritas Catania, CittàInsieme, Telestradae alcune associazioni studentesche.

Il reading, organizzato con la partecipazione delle Facoltà di Lettere e Filosofia e di Lingue e Letterature Straniere di Catania Radio Zammù, LaMusa, Officine Culturalie Step1 e con il gratuito patrocinio delComune di Catania, si terrà giorno

15 luglio alle ore 19.00 in Piazza Dante.

(via Ustation)

Chiostro Dissetante

chiostro.jpgDopo la sparatoria, di ieri, dopo la paura la rabbia e le tante cose dette, oggi in piazza Dante si torna alla normalità. Stasera un evento importante per chi ancora non conosce questo luogo ricco di storia e di bellezza: oggi venerdì 2 luglio a partire dalle 19, la facoltà di Lettere e Filosofia, in collaborazione con l’associazione Officine Culturali, propone l’iniziativa Chiostro Dissetante, al Chiostro di Levante del Monastero dei Benedettini che resterà aperto fino a mezzanotte.

L’iniziativa prevede musica dal vivo, l’aperitivo (a cura del Bonù) e le visite alle Cucine settecentesche e al Ventre del Monastero, a partire dalle 21, attraverso il percorso guidato proposto da Officine Culturali. I percorsi notturni partiranno ogni 30 minuti fino a mezzanotte. L’ingresso al Chiostro di Levante è gratuito. La consumazione (costo 7 euro) e le visite guidate (contributo 3 euro) sono facoltative.

Per ulteriori informazioni e/o prenotazioni è possibile chiamare lo 095.7102767 oppure il 334.9242464, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17. Oppure visitare il sito www.officineculturali.net.

Giornalismo a Sud

zorro-giornalista.jpgL’associazione “Lavori in Corso” presenta una giornata interamente dedicata al tema del giornalismo.

Giovedì 17 giugno 2010 – ore 11:00 – Aula A8, ex Monastero dei Benedettini – Catania.

IL PROGRAMMA

ore 11.00 – L’inchiesta di mafia Piero Cimaglia (Lavori in corso) Marco Benanti (Isola possibile) Antonio Mazzeo Pino Maniaci (Telejato) Pino Finocchiaro (RaiNews24) Coordina: Giuseppe Scatà

ore 15.30 – L’inchiesta storica Carlo Ruta Giuseppe Restifo Luciano Granozzi Coordina: Fabio D’Urso

ore 18.30 – L’inchiesta sociale Giovanni Abbagnato (giornalista antimafia) Giovanni Caruso (I Cordai) Massimiliano Nicosia (La Periferica) Rosa Maria Di Natale (Step 1) Coordina: Mirko Viola

Il verso presente – incontri di poesia

Immagine 1130.jpgPoesia contemporanea: ma che cos’è? Contro il luogo comune che fa dei versi attuali “un accozzaglia di parole, separate da degli a-capo casuali” – e quindi tutti potenziali poeti della domenica o del sabato, insomma ci siamo capiti – la poesia italiana verrà sviscerata in sei incontri.

“Il verso presente” è una rassegna che dal 16 marzo al 10 maggio 2010 si svolgerà presso l’ex Monastero dei Benedettini, curata da Patrizia Guarino e Alessia Tsagris e coordinata dai professori Antonio Di Grado e Rosario Castelli, è organizzata dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Catania, dal Dipartimento di Filologia moderna e dal Dipartimento Interdisciplinare di Studi Europei, con la collaborazione del Collegio Universitario d’Aragona – Camplus D’Aragona e di TRIBE Società Cooperativa.
Il verso presente si avvale inoltre del patrocinio del Premio Internazionale Mario Luzi e del Centro di poesia contemporanea dell’Università di Bologna, nonché del contributo della Libreria Bonaccorso, dell’Associazione culturale Leggerete e infine dell’Associazione Interminati Spazi.

PROGRAMMA:

Martedì 16 marzo 2010 – AULA MAGNA MAZZARINO (ore 17.30)
La corte dispersa della Regina: il presente della poesia.
Lagrime da offrire al Silenzio. Perché tu mi dici: poeta?
S. Corazzini

Cos’è successo alla poesia nell’ultimo cinquantennio? Un dialogo sui temi, le tecniche compositive e le finalità espressive del verso presente, «sui modi che la parola poetica sa attivare, violando consuetudini e aspettative, per eludere l’armistizio o la resa alla realtà». In contrasto con chi sostiene che non sia questo un secolo propizio per la poesia, urge riscoprire la tensione euristica dei versi del nostro tempo nella loro fisiologia fonico-espressiva.

Introduce e coordina: prof. Giuseppe Savoca
Ospiti: Umberto Piersanti, Loretto Rafanelli, Davide Rondoni
Interviene: prof. Roberto Galaverni

Martedì 30 marzo 2010 – CORO DI NOTTE (ore 17.30)
Il riso della gazza: poeti siciliani d’oggi.
Si junci vuci pi st’àspiri praj senza ciuri.
P. Messina

Uno sguardo sulla poesia siciliana del secondo novecento, dal nudo scavo della produzione dialettale della Nuova Scuola, universale e mai regionalistica, in posizione di dichiarata rottura con la tradizione letteraria nazionale, alle figure di spicco del presente panorama sovraregionale, promotrici di forme e contenuti ricercati su vasti orizzonti di pensiero oltrepassando ogni pregiudiziale etnografica.

Introduce e coordina: prof. Rosario Castelli
Ospiti: Maria Attanasio, Sebastiano Burgaretta, Angelo Scandurra
Interviene: prof. Giuseppe Condorelli

Giovedì 8 aprile 2010 – CORO DI NOTTE (ore 17.30)
«De la sua loquela in altra trasmutare»: miseria e splendore dellatraduzione poetica.
Non odo parole che dici umane; ma odo parole più nuove.
G. D’Annunzio

Cosa significa tradurre un testo poetico? Quali difficoltà comporta? Se l’atto poetico è di per sé irripetibile, ogni traduzione non può essere considerata in funzione della sua identità col testo originale poiché tra-durre implica, per definizione, un trasferimento e dunque un cambiamento, che individui, nelle differenze tra il sistema di partenza e quello di arrivo, la specificità della singola traduzione poetica, nella considerazione che ogni traduzione, in quanto riscrittura, risillabazione e dunque ri-creazione, detenga di per sé l’unicità di ogni atto poetico.

Introduce e coordina: prof.ssa Cettina Rizzo
Ospiti: Miguel Angel Cuevas, Jaroslaw Mikolajewski, Fabio Scotto
Interviene: dott.ssa Clio Spucches

Venerdì 16 aprile 2010 – CORO DI NOTTE (ore 17.30)
Poesia, dando del Lei: voci femminili del secondo Novecento.
Non son più il fiore timido appeso dove erano i salici.
A. Rosselli

Date le ferventi problematizzazioni relative alla recente diffusione degli studi di genere, sulla scorta delle acquisizioni del poststrutturalismo e del decostruzionismo francese, in risposta alle esigenze di valorizzazione di voci di cui il canone sembra deficitario, si propone un contributo che, lungi dal ritenersi esaustivo, fornisca le coordinate metodologiche ed esperienziali necessarie per l’approfondimento dell’universo lirico femminile sul finire del nostro secolo, presentando in tal modo due personalità poetiche diverse eppure egualmente pregevoli.

Introduce e coordina: prof.ssa Margherita Verdirame
Ospiti: Vivian Lamarque, Marina Moretti, Gabriella Sica
Intervengono: Cosimo Damiano Damato, Rosalba Bentivoglio
Proiezione del film Alda Merini – Una donna sul palcoscenico, regia di Cosimo Damiano Damato.

Giovedì 29 aprile 2010 – AUDITORIUM DE CARLO (ore 17.30)
Il canto di Euterpe: poesia, canzone e sperimentazione di genere.
Tonica, terza, quinta, settima diminuita. Resta dunque irrisolto l’accordo della mia vita?
G. Caproni

Poesia e musica sembrano aver attraversato la modernità separatamente, tornando a dialogare solo negli ultimi tempi, tanto per ciò che concerne il genere della canzone quanto per ciò che riguarda l’ambito spiccatamente poetico. Proponiamo una ricognizione delle spinose questioni relative al rapporto tra poesia e musica, inscritta all’interno di problematizzazioni che insistono ora sull’identità di genere delle due forme d’arte, ora sulla loro reciproca autonomia e osmotica interazione.

Introduce e coordina: prof. Antonio Di Grado
Ospiti: Francesca Merloni, Biagio Guerrera, Lello Voce
Intervengono: Rosalba Bentivoglio, Carlo Guarrera
Sarà presente Franco Battiato

Lunedì 10 maggio 2010 – AUDITORIUM DE CARLO (ore 17.30)
La poesia contemporanea tra avanguardia e tradizione.
Ma la poesia […] è un angelico virus che sta in agguato, un guerriero accucciato che ride e stringe le zampe alle sue prede.
D. Rondoni

Lungi dal ridurre parte della poesia del secondo dopoguerra ad una reazione all’ermetismo e al linguaggio post-simbolista, sembra necessario ripercorrere il processo di superamento e rinnovamento del linguaggio poetico attraverso le sperimentazioni neo-avanguardistiche e l’affermarsi dell’uso del dialetto nell’ottica di uno sperimentalismo consustanziantesi in un realismo poetico che tocca tanto la struttura del discorso quanto il registro di cui esso si avvale.

Introduce e coordina: prof. Fernando Gioviale
Ospiti: Nino De Vita, Franco Loi, Edoardo Sanguineti
Interviene: dott. Mattia Leombruno

I libri fotografici di Leonardo Sciascia

Immagine 1107.jpgDal 12 al 27 marzo le Cucine del Monastero dei Benedettini di Catania ospiteranno la mostra “Sicilia negli occhi. I libri fotografici di Leonardo Sciascia”, curata da Maria Rizzarelli e Mariagiovanna Italia. L’evento, organizzato a conclusione del ventennale della scomparsa di Sciascia dalla Facoltà di Lettere e Filosofia, con il Patrocinio del Dipartimento interdisciplinare di Studi Europei e la collaborazione della Biblioteca Regionale di Catania, omaggerà l’interesse dello scrittore di Racalmuto per il linguaggio fotografico. Una passione che lo impegnò per circa un ventennio, a partire dalle Feste religiose immortalate da Ferdinando Scianna nel ’65, nella prefazione di numerosi libri sulla Sicilia. Ritratti di Sciascia e volumi contenenti scritti dell’autore saranno esposti accanto agli scatti di Scianna, Giuseppe Leone, Melo Minnella ed Enzo Sellerio, a testimoniare diversità e affinità di codici espressivi che convergono nel racconto della Sicilia. Il dialogo e il sodalizio con questi fotografi, le cui testimonianze saranno fruibili grazie a un video realizzato da LAMUSA, hanno infatti condotto lo scrittore a interrogarsi progressivamente sullo statuto ontologico dell’arte della camera oscura e sulle possibilità di confronto fra letteratura e fotografia, fino a formulare una complessa e affascinate teoria del ritratto.

 

Suggestioni ricavate da tale teoria struttureranno la prima delle due sale in cui è articolata la mostra: un susseguirsi di volti, e perciò di identità ora riflesse ora celate, in cui, oltre a ritratti di Sciascia realizzati da Scianna, Leone e Minnella, appariranno quelli degli scrittori messi a fuoco dall’autore nel catalogo della mostra Ignoto a me stesso, nonché i fotogrammi del Fu Mattia Pascal di Marcel L’Herbier, pellicola che ispirerò a Sciascia il saggio “Il volto sulla maschera. La seconda sala sposterà il tema dell’identità dalla persona al territorio isolano, con una serie di volumi e pannelli grandi attraverso cui “i moschettieri dell’odierna fotografia siciliana” (così li definiva Bufalino) hanno riscritto i volti e i paesaggi ritratti dall’opera di Sciascia. A recare ad essa ulteriore omaggio sarà un reading di Carlo Guerrera, durante il quale le parole delle “Favole della dittatura” si adageranno su voce, tastiere e looper di Rosalba Bentovoglio (la performance, organizzata dalla Biblioteca Regionale di Catania in collaborazione con l’associazione Aleph, si terrà il 15 marzo).

Insomma un’occasione per rivisitare insieme a Sciascia l’isola plurale, accedere al suo cuore, e tornare a interrogarlo.

Niente luce al Monastero e sull’Antico Corso

millumino_meno.jpgVi propongo un bel video, in riferimento alla giornata di “m’illumino di meno” al Monastero dei Benedettini: la visita a lume di candela del più importante plazzo cittadino (almeno storicamente) girata e montata da Marco Pirrello, un giovane videomaker di cui sentiremo sempre più spesso parlare…

M’illumino di meno from Marco Pirrello on Vimeo.

Ma non è finita qui: il Monastero si trova nel quartiere Antico Corso, storico e popolare, nel quale si trova(va) il CPO Experia. Un quartiere che si sta spopolando di catanesi, riempiendosi di studenti fuori sede. Un consiglio comunale straordinario disertato dalla maggioranza dei consiglieri doveva occuparsi dei problemi di questo quartiere – affitti alle stelle e in nero, traffico caotico, criminalità, rapporto università/territorio – ma ha prodotto solo un piccolo Ordine el Giorno molto generico, di cui potete leggere di seguito

Nel corso di una conferenza stampa è stato illustrato il contenuto dell’ordine del giorno presentato dal vice presidente vicario del Consiglio Comunale Puccio La Rosa, in occasione della seduta assembleare relativa ai problemi dell’Antico Corso, approvato durante il consiglio comunale tenuto giovedì sera. Il documento di proposta politica è stato illustrato dal vice presidente del civico consesso Puccio La Rosa e dal capogruppo del PdL Nuccio Condorelli. Le proposte avanzate – hanno spiegato La Rosa e Condorelli – intendono determinare il recupero socio culturale, oltre che dell’Antico Corso, anche dei rioni ad esso adiacenti dei Cappuccini, di San Cristoforo e degli Angeli Custodi che , di fatto, costituiscono il cosiddetto “Centro storico” Minore della città. L’idea condivisa dal Consiglio Comunale – affermano La Rosa e Condorelli – è quella di determinare condizioni di sviluppo urbanistico, sociale e culturale attraverso l’impiego delle strutture esistenti e di una adeguata rete di coinvolgimento degli enti pubblici e privati e del modo della chiesa, del volontariato e del terzo settore in genere. In questo senso la prima cosa da fare – ha spiegato Puccio La Rosa – è quella di costituire una vera e propria fasce della cultura attraverso l’impiego sistematico delle strutture dei centri culturali Concordia e Midulla e della struttura polifunzionale di Via Zurria. Con il proprio voto in particolare il Consiglio Comunale ha impegnato la giunta Stancanelli a destinare le risorse economiche necessarie a realizzare tale progetto; a sviluppare avvalendosi della collaborazione di scuole, parrocchie ed associazioni operanti sul territorio, una fascia della “cultura “ della zona sud; a costituire un gruppo di lavoro che definisca un programma organico d’interventi di natura sociale, culturale e strutturale delle aree dell’Antico Corso;a determinare una corretta politica di gestione del territorio varando un piano programma che garantisca il risanamento ambientale ed urbanistico dei rioni del centro storico; ad aprire un confronto con l’Università di Catania finalizzato a chiedere l’impiego delle strutture universitarie, compatibilmente con le attività didattiche e scientifiche, per finalità legate alle esigenze della popolazione residente. Alla giunta Stancanelli, infine, – hanno continuato Puccio La Rosa e Nuccio Condorelli – chiediamo di avviare uno studio finalizzato al reimpiego delle strutture dell’Ospedale Vittorio Emanuele di via Plebiscito una volta che saranno dismesse. In particolare proponiamo – hanno concluso i due esponenti politici – di sviluppare un progetto che garantisca l’impiego della struttura ospedaliera tanto per attività di formazione universitaria quanto per servizi in favore della popolazione residente attraverso l’individuazione nel futuro P.R.G. di una cosiddetta zona “F” speciale Universitaria. Fonte: COMUNE DI CATANIA Vice Presidenza Vicaria Consiglio Comunale

Goor – la docu-fiction sull’immigrazione

clandestino.jpgGOOR – si presenta la docu-fiction sull’immigrazione, diretta da Alessandro De Filippo, giovedì 26 novembre alle 20, alla multisala Ariston di Catania (via Balduino 17/b), diretta da Alessandro De Filippo, responsabile del laboratorio multimediale di sperimentazione audiovisiva (la.mu.s.a.) della facoltà di Lettere e Filosofia.

Alla presentazione di “Goor”, una riflessione sull’incapacità di raccontare la complessità del fenomeno dell’immigrazione da parte dei media audiovisivi, interverranno, oltre agli interpeti e allo staff tecnico, il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli, l’assessore alla Famiglia del Comune di Catania Marco Belluardo, il preside della facoltà di Lettere Enrico Iachello e il viceprefetto del Comune di Catania Rosaria Giuffrè.

La sinossi. Venti immigrati. Una barca alla deriva, a motore spento. Unico suono il rumore del mare. E il respiro degli uomini. Mare, uomini e sole, nient’altro. Non c’è più acqua da bere e Ousmane sta male. Ha i brividi, suda, è freddo. Sta morendo. Bisogna decidere se tenerlo o buttarlo giù. Bisogna decidere se dargli la sua razione d’acqua da bere o lasciarlo spegnere. Era un amico Ousmane. Ma ormai è spacciato e la sua acqua da bere può servire a tutti gli altri.

Bisogna decidere. Questo è il nodo tragico di goor. Da questo viluppo di emozioni, religione, sentimenti, politica, etica, di storia e identità, nasce un tentativo di rappresentazione, il progetto di un film. Un film che però non riesce a raccontare una storia così complicata, un nodo così aggrovigliato e complesso. E si ferma a riflettere, si interrompe e si interroga. Perché ci sono cose che il cinema non sa raccontare. Non ci riesce. Il cinema è un medium riprovisivo, vive di riproduzione e di visione, esprime la realtà attraverso la rappresentazione mimetica, ma non è in grado di raffigurare temi complessi. Ecco perché goor si interrompe, e infrange i sogni degli autori, dei tecnici, degli attori, sugli scogli della complessità. Perché ci sono sempre mille motivi dietro o prima, ci sono premesse e postfazioni, commenti e note a margine.

E il cinema è così bello che non può torcersi o spezzettarsi dietro tante spinte e bisogni particolari. Il cinema vuole essere bello. Allora finge, si imbelletta, oppure obbedisce alla Società dello Spettacolo. Si offre come intrattenimento. L’ha fatto così tante volte che adesso forse non è più in grado di fare altrimenti. E goor vuole essere una riflessione proprio su questa incapacità consapevole, su questa rinuncia colpevole. Autori, tecnici e attori si chiedono: possiamo raccontare la nostra verità? Possiamo essere sinceri? E come?

Intanto siamo fermi in mezzo al Mediterraneo. In mezzo a quest’infinito panico di sole e di acqua salata. Che è stato il centro del mondo, che è stato il centro della cultura umana.

Per ricordare Enrico Escher – incontro

escher.jpgEnrico Escher è morto dopo una lunga malattia domenica 12 luglio. Uno dei giornalisti più apprezzati nel catanese, sia per lo “stile” che per la preparazione, e docente di pari livello alla Facoltà di Lingue di Catania, dove da studioso dei nuovi media lanciò il progetto di giornale online Step1, del quale è stato anche il primo direttore.

E proprio oggi, al Monastero dei Benedettini, si svolgerà la commemorazione in suo onore, nell’aula A1 sede delle sue partecipatissime lezioni.

Appuntamento alle ore 18, per ricordare una persona che ha rappresentato negli ultimi 25 anni il volto migliore della città di Catania: onesta, forte nelle difficoltà e innovativa come Enrico Escher.