Gli italiani più poveri? I catanesi

Dal comune milanese di Basiglio a Mazzarrone in provincia di Catania ci sta in mezzo tutta l’Italia. A dirlo non è solo la geografia. Le due cittadine si trovano al primo e ultimo posto nella classifica del dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia basata sulle analisi delle addizionali comunali Irpef, un’aliquota stabilita dai Comuni e calcolata sul reddito complessivo. Reddito dichiarato, s’intende.

Dopo che il capoluogo etneo è stato all’ultimo posto nella classifica della qualità ambientale e 2867188734_07fff27610_m.jpgin fondo al rapporto sulla mobilità sostenibile, i catanesi sarebbero quindi gli italiani più poveri o più furbi. Detto alla catanese.

Tra i due comuni – qui trovate i dati di tutta Italia, riferiti al 2009 – ci sarebbe una differenza di 40mila euro all’anno. Guardando a Catania città, circa 120mila contribuenti producono un reddito medio di 23.370 euro e un totale di poco più di 2 miliardi e 800 milioni di euro.

Una differenza che potrebbe far subito a pensare all’alta percentuale di lavoro nero in Sicilia – e nel Meridione in generale – e all’evasione fiscale. Ma che in realtà deve anche tenere in considerazione i redditi più bassi al Sud e il costo della vità più alto rispetto al Nord.

[Foto di Kekremsi]

Catania maglia nera della qualità ambientale

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Catania fa acqua da tutte le parti. Letteralmente. Il capoluogo etneo risulta ancora una volta ultimo nella classifica Ecosistema Urbano 2010, indagine della qualità ambientale delle città italiane. Legambiente – in collaborazione con la società di ricerca Ambiente Italia e il Sole24Ore – già l’anno scorso aveva bocciato la città.

Un declino neanche troppo lento: rispetto a tre anni fa, Catania ha perso nove posizioni. Su 103 città in classifica.

Una maglia nera che non appare ingenerosa. Secondo i dati di Legambiente, la qualità dell’aria in città non è affatto ottimale. La rete idrica disperde fino alla metà dell’acqua. Il trasporto pubblico è poco utilizzato e – i catanesi lo sanno bene – non senza motivazioni. Ma non va meglio nemmeno a chi vorrebbe comunque evitare di usare la macchina: Catania, secondo la classifica, ha pochissimi centimetri di suolo pubblico destinati a pedoni, ciclisti e zona a traffico limitato. Per non parlare del verde – meno di 5 metri quadri per abitante – e della bassissima percentuale di raccolta differenziata effettuata.

Come sempre, a salvare la città è il sole. Catania si piazza al quinto posto per i metri quadrati di pannelli solari istallati sugli edifici comunali ogni mille abitanti.