Due ore per ridere dei parenti degli altri

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«Passare due ore spensierate a teatro è un’ottima cura per lo stress». Se poi si può anche ridere, ancora meglio. E’ il motto della compagnia teatrale catanese Oltre le Camene, che porta spesso in scena opere di grandi autori meridionali, ma anche giovani emergenti. Come nel caso di La mamma è sempre la mamma, commedia in due atti di Irene Di Mauro, per la regia di Roberta Castro, in scena al teatro Don Bosco (viale Mario Rapisardi 56). Tre le rappresentazioni: sabato alle 17 e alle 21, oppure domenica alle 18.30.

Se decidete di andare a teatro per evadere un paio d’ore dai piccoli problemi quotidiani e familiari, non preoccupatevi: ne uscirete sollevati. Perché c’è sempre di peggio.

Irene Di Mauro ci porta a casa Maccarone, che sta per essere sconvolta da un ciclone: l’arrivo dei parenti. Con relativa installazione in casa propria. Mario, il capofamiglia, vede invasa la casa dal fratello Nicolino, giusto un po’ scapestrato, e le sorelle Felicina e Anna. Zitella la prima – ma con uno spasimante, Natale – e ossessionata dalla morte della madre la seconda. Tanto che la figura assente della donna guida in realtà tutta la vita di Anna. Sarà per questo che il suo ex fidanzato è diventato padre Benedetto?

Come se non bastasse, Mario Maccarone dovrà fronteggiare le lamentele della moglie Adele, stimolata dalla suocera – poteva mancare? – Lucrezia. In un gioco di equivoci, che si susseguono tra le risate degli spettatori.

[Foto: la compagnia catanese domani al Don Bosco, di Oltre le Camene]

Pirandello, come non l’avete mai sentito

SebastianoLoMonacoL1.orizz.jpgE’ successo, Non si sa come. La commedia e l’essenza stessa di Luigi Pirandello saranno in scena al teatro Ambasciatori (via Eleonora D’Angiò 17), a Catania, fino a domenica 16 gennaio. In una versione rinnovata e musicale.

Cinque musicisti dal vivo accompagneranno lo svolgimento della vicenda che, in pieno rispetto dello stile pirandelliano, mostrerà al pubblico l’eterna lotta tra i due io di ognuno di noi, così come la distinzione, cara all’autore, tra realtà e finzione. Il drammaturgo Nicola Fano ha però deciso di ambientare il suo omaggio a Pirandello in una nave da crociera degli anni Trenta e in un contesto decisamente lontano da quelli del premio Nobel siciliano: il mondo della comicità popolare, delle canzonette e dei siparietti.

A dirigere e a interpretare la riscrittura è Sebastiano Lo Monaco, noto al pubblico teatrale per aver prestato voce e corpo anche ad altre opere pirandelliane. Lo ricordiamo in tv nella serie La Piovra 9 e al cinema in produzioni come Festa di laurea di Pupi Avati e nella trasposizione di un altro grande classico della letteratura siciliana, I Vicerè (nel film di Roberto Faenza).

Lo Monaco è il Conte, un personaggio bizzarro a capo di una compagnia di comici che trascorre le giornate in lunghe prove, in attesa degli spettacoli per intrattenere i passeggeri. Compaiono così i segreti degli attori, due coppie i cui coniugi una volta si amarono tra loro. Adesso, tra una battura, una canzonetta da provare e uno sketch, la storia si sviluppa nelle mani del Conte, ma qualcosa sembra sfuggirgli.

In questo filo di vicende che accadono senza volerlo – non si sa come, appunto -, Sebastiano Lo Monaco non recita soltanto: balla, canta e intrattiene, facendo riscoprire un autore storico sotto una luce godibile per tutti.

[Foto: Sebastiano Lo Monaco interpreta un’altra opera pirandelliana, Il berretto a sonagli; di Nino Alì]