Forbici digitali per la video arte

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Vi ricordate ancora delle cassette audio e delle prime pellicole video? Era rispettivamente il 1987 e addirittura il 1923, quando è stata introdotta la 16 millimetri. E bisognerà aspettare il ’65 per la mitica Super8. Da allora sono arrivati i registratori e le macchine fotografiche reflex digitali. E se ci fossimo persi qualcosa? Potremmo rimediare venerdì con il seminario Con ogni mezzo necessario, alle 19,30 negli spazi del Bocs (Box of Contemporary Space, in via Grimaldi 150).

Un viaggio attraverso la storia dei mezzi audio-visivi e del rapporto tra la loro progettazione e il loro uso, non sempre canonico. Guidati da Alessandro Aiello del gruppo Canecapovolto, nato a Catania nel 1992 con l’idea di sperimentare con le tecniche espressive audio e video. Aiello, operatore e montatore professionista, autore di film e video sperimentali, insegna anche Applicazioni digitali per le arti visive presso l’Accademia di Belle Arti della città.

Venerdì, durante il seminario, verranno anche presentati due corsi, nati dalla collaborazione tra Canecapovolto e Bocs. Innanzitutto sette incontri da due ore ciascuno – per sei allievi alla volta – sul reportage audio e video: per imparare a usare sul campo telecamera e microfoni. Tenendo la pratica come metodo e la teoria come obiettivo. Per i più esperti o per chi vuole approfondire, ci sarà poi il corso di montaggio digitale creativo, con l’uso di Final Cut Pro. Non un ciclo di lezioni tecniche sul programma, ma un modo per imparare a sperimentarne l’uso artistico e a raccontare con le immagini in modo nuovo. A partire dall’analisi del girato che, seppur imperfetto, può nascondere sorprendenti risorse creative. Basta sapere come tirarle fuori.

Da qui, nel corso dei sette incontri – ancora da due ore ciascuno ma solo per classi da tre allievi – si passa al montaggio vero e proprio, lo studio degli effetti e la loro interazione con altri elementi che arricchiscono la narrazione, come le fotografie, i titoli o la scrittura su video in genere. Che sia per un documentario o per videoclip a budget quasi zero, l’importante è che si tratti di video arte.

[Foto: Pps/Meetings, una delle installazioni audio-visive curate dall’associazione culturale Canecapovolto, con opere di Elisa Abela/Caterina Devi, Zoltan Fazekas, Ele Rainer e Hinna Reval/Rodolfo Casio e Jolanda Campanella]

A scuola di traduzione

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Traduttore, traditore dice un detto. Ma se adattare un testo da una lingua a un’altra è un mestiere che contiene sempre un certo margine di rischio, delle regole esistono. E, per gli interessati, sarebbe meglio conoscerle.

Per questo a Catania, al Caffè Libreria Tertulia (via Michele Rapisardi 1-3), inizia oggi Il mestiere del traduttore letterario, corso pratico di traduzione letteraria dall’inglese. Trenta ore di lezione – ogni mercoledì dalle 15 alle 18 – tenute da due docenti di lingua dell’ateneo di Catania, Salvatore Ciancitto e Francesca Vigo. Ma anche esercitazioni in aula e sei mesi di tutoring on line. Il corso è a numero chiuso e a pagamento: non sono ammessi più di 15 allievi (per controllare la disponibilità basta mandare una email a info@storie.it) e la retta è di 400 euro.

Un prezzo che comprende anche il diploma finale con valore di crediti formativi e il materiale didattico che verrà fornito a ogni alunno durante la prima lezione: due libri con testo a fronte, un manuale con interventi e interviste didattiche e testi inediti, una guida a un uso ragionato di Internet per saper meglio utilizzarlo come fonte, poi esercizi e un questionario per verificare l’apprendimento e l’abilità di ricerca.

I requisiti per partecipare sono una discreta conoscenza della grammatica inglese e una buona padronanza della lingua italiana scritta. Perché per tradurre bisogna anche rendere. Il corso accompagnerà i futuri traduttori passo dopo passo, dai cenni di storia della traduzione alle regole pratiche, senza tralasciare l’aspetto del compenso e dei contratti.

Ai migliori allievi sarà proposta anche una collaborazione con la rivista letteraria internazionale Storie, dell’editore Leconte e del service editoriale Versatile di Roma, promotori dell’iniziativa.