Ieri e oggi: la «raggiante Catania» in un docufilm

My Hometown – Catania TRAILER from Marco Pirrello on Vimeo.

 

«I cantanti neomelodici hanno veramente rotto le scatole, diciamolo pure». E’ già pronta la riscossa. Sono le nuove leve del rock etneo che tentano di riportare la città agli splendori del passato, agli anni ’90 della «raggiante Catania» di Carmen Consoli. Sono i protagonisti della scena musicale catanese di ieri e di oggi che Marco Pirrello ci racconta in My Hometown, Catania, docufilm che uscirà a dicembre nelle librerie cittadine, al prezzo di 9,50 euro (in alto trovate il trailer). Un’idea regalo natalizia per gli appassionati della musica, ma anche per chi ama la città. Perché l’incasso della vendita dei dvd andrà a Upress, associazione a sostegno del giornalismo universitario di cui fanno parte il magazine on line Step1 e Radio Zammù. Uno sguardo fresco in un panorama informativo chiuso da sempre a nuove voci.

Il regista di My Hometown, Catania, Marco Pirrello, è un giovane neolaureato e frequenta un corso propedeutico al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Il suo lavoro è però etneo al cento per cento, nato all’interno del laboratorio di Inchieste e Videogiornalismo di Step1. Nel dvd Marco ci condurrà in un viaggio attraverso le realtà di quattro gruppi musicali catanesi e dell’eredità che raccolgono. Un filo rock che ci riporta a figure come quella di uplettro.pngFrancesco Virlinzi, giovane produttore discografico etneo che ha lanciato, tra gli altri, la Cantantessa Carmen Consoli, Mario Venuti e Moltheni. Un ricordo – per chi c’era magari un po’ nostalgico – di momenti in cui Catania poteva permettersi di essere l’unica tappa italiana dei Rem. Altri tempi, altre teste, che adesso giovani come gli Introversia cercano di non farci rimpiangere. Come? Lo scopriremo in My Hometown, Catania.

DeScritto: giornalismo e letteratura in un solo festival

 

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«La Cultura è Futuro: Giornalismo e Letteratura nell’Italia dei Bavagli». E’ questo lo slogan di DeScritto, il Festival dell’Editoria Indipendente che torna a Catania dal 4 al 6 novembre 2010. Una tre giorni per scoprire o approfondire il ruolo del giornalismo e della libera informazione, e il loro rapporto con la letteratura.

Dopo l’inaugurazione dell’anno scorso, il festival torna con la sua prima edizione, sempre organizzato dalla casa editrice indipendente Villaggio Maori. E per chi avesse seguito la scorsa rassegna, ricordate l’idea di creare un portale che risolvesse il problema della distribuzione delle edizioni, dato il costo e la mancanza di spazi per la promozione indipendente? Bene, il portale è nato e verrà presentato in questi giorni: intanto, se volete dare un’occhiata, eccolo qui.

DeScritto 2010 coinvolgerà l’intera città. Al centro dell’iniziativa, ancora una volta, sarà il Monastero dei Benedettini, sede della Facoltà di Lettere e Filosofia di Catania, partner dell’evento. Ma le iniziative si svolgeranno anche in altri punti importanti per la cultura cittadina, come la Sala Lomax e la Libreria Tertulia.

Ci sarà un’ Area Expo, dove si svolgeranno le presentazioni dei libri e gli incontri tematici. Poi un’Area Convegni – per i seminari gratuiti – e una serie di dibattiti e spettacoli in anteprima nazionale tra la sera del venerdì e la giornata di sabato.

Tante le firme del giornalismo nazionale coinvolte, così come le case editrici indipendenti. Qui trovate l’intero programma.

[Foto: un momento dell’edizione 2009 del Festival dell’Editoria Indipendente; di DeScritto]

 

Giornalismo a Sud

zorro-giornalista.jpgL’associazione “Lavori in Corso” presenta una giornata interamente dedicata al tema del giornalismo.

Giovedì 17 giugno 2010 – ore 11:00 – Aula A8, ex Monastero dei Benedettini – Catania.

IL PROGRAMMA

ore 11.00 – L’inchiesta di mafia Piero Cimaglia (Lavori in corso) Marco Benanti (Isola possibile) Antonio Mazzeo Pino Maniaci (Telejato) Pino Finocchiaro (RaiNews24) Coordina: Giuseppe Scatà

ore 15.30 – L’inchiesta storica Carlo Ruta Giuseppe Restifo Luciano Granozzi Coordina: Fabio D’Urso

ore 18.30 – L’inchiesta sociale Giovanni Abbagnato (giornalista antimafia) Giovanni Caruso (I Cordai) Massimiliano Nicosia (La Periferica) Rosa Maria Di Natale (Step 1) Coordina: Mirko Viola

ELEVEN catania vince “Eretici Digitali”

eleven_ct.jpgVittoria! ELEVEN catania, folle progetto di “giornalismo partecipativo”, nato e cresciuto in pochissimi giorni – reporter in 7 giorni, era lo slogan dell’iniziativa lanciata dal solito Step1.it – ha vinto il concorso “Eretici Digitali” legato al Festival del Giornalismo di Perugia. Il primo premio per la “grande fotografia di Catania” è arrivato ex-aequo con un progetto dal peso “internazionale” – e decisamente bello – After Jugo – Sarajevo the life of a generation di Marco Pavan, mentre i creatori di ELEVEN Catania, inchiesta collettiva a 11 voci  sono, in ordine alfabetico, Giovanni Battaglia, Claudia Campese, Salvatore Catalano, Alberto Conti, Desirée Miranda, Daniele Palumbo, Agata Pasqualino, Leandro Perrotta, Marco Pirrello, Roberto Sammito, Carmen M.T. Valisano, e Rosa Maria Di Natale in quanto coordinatrice del progetto.

La premiazione sarà giorno 22 aprile a Perugia, al’interno del “Festival del Giornalismo”.

 

Catanaesi con la U maiuscola

uredattori.jpgCatanesi, giornalismo e U. Osservando le ultime evoluzioni del web catanese, sembra quasi che l’elemento comune, immancabile, debba essere proprio la diciannovesima lettera dell’alfabeto. Nel giro di un paio d’anni, sono almeno 3 le esperienze degne di nota a iniziare con questo nome. Comincio con UCUNTU, “il racconto” in catanese, sito di informazione atipico, perché basato, oltre che sulla qualità dell’informazione guidata dal “faro” del movimento antimafia, su un espediente tecnico tanto “old” quanto innovativo: Ucuntu produce un pdf settimanale pronto da stampare, impaginato con gabbie opensource realizate con Openoffice.org.

Seconda U di peso è Ustation, progetto ambizioso nato per e con gli studenti universitari. Un sito e un linguaggio soprattutto video innovativo, che ha portato già centinaia di studenti alla ribalta televisiva su La7.

Terza U, la novità di questi giorni pre-natalizi: si chiama UPRESS CTA ed è una associazione studentesca nata per “sostenere le esperienze giornalistiche studentesche all’interno dell’Università di Catania, secondo i principi del diritto alla libertà di critica e del rispetto della pluralità delle opinioni”.

In particolare, Upress si pone come obiettivo base di supportare Radio Zammù e Step1: in tempi di crisi economica per l’Ateneo catanese Upress si propone come sostegno non solo economico all’attività dei giovani giornalisti universitari, ma anche come punto focale di un sistema di esperienze da mettere in condivisione per il bene comune. E qui andiamo al punto dolente: servono soldi. Upress appena nata ha lanciato una campagna abbonamenti: raccogliere 10 mila euro entro gennaio è la prima sfida dell’associazione, che dovrà con questi soldi far partire le attività di promozione e soprattutto contribuire al pagamento degli articoli per i redattori di Step1. Tutta la vicenda è narrata qui.

Ma non è una richiesta di aiuto senza ritorno, chi si associa a Upress diventerà 1) parte di qualcosa che potrebbe essere fondamentale per l’informazione cittadina e 2) sarà protagonista di numeroso sorprese, che potrete scoprire solo abbonandovi!

E se la promozione non vi è bastata, potete anche fare una donazione: trovate il pulsante per la donazione Paypal e il conto corrente bancario su www.upress.it.

Report ri-parla di Catania, ed è di nuovo emergenza

ct_pal_giustizia_sera.jpgDi tutto e di più. Sembra che Report, trasmissione giornalistica che va in onda su Rai 3, stia diventando la prima fonte di notizie “pesanti” per questa città. Ieri sera un aggiornamento sulla situazione della nostra città ha riportato in tutta la sua urgenza il problema “buco di bilancio”: dopo l’escamotage dei 140 milioni di euro stanziati dal CIPE lo scorso anno, per coprire disperatamene senza dichiarare dissesto finanziario quella voragine di quasi un miliardo di euro che caratterizza i conti del Comune, sembra che ci si debba rassegnare a vedere il volto della nostra città completamente stravolto, pur di fare cassa. In ordine di importanza per l’impatto sulla città, ecco quello che dovrebbe cambiare, senza Piano Regolatore Generale a coordinare la validità delle opere e del loro impatto sulla città e sul suo sviluppo.

  • Il progetto del “Waterfront“, sul lungomare, che cambierà un chilometro e mezzo della passeggiata a mare. Al di là dell’impatto, si rischia di vedere tutto il lungomare chiuso per anni, come lo è piazza Europa per via del “parcheggio” non ultimato, bloccato da una inchiesta giudiziaria.
  • Corso Martiri della Libertà è una “ferita aperta” che ci portiamo avanti da più di 50 anni. Ora, un accordo è stato raggiunto con i proprietari delle aree, e un progetto di massima realizzato, ma si tratta di un accordo senza particolari vantaggi economici per le casse del Comune di Catania. L’unico punto positivo è che una vicenda lunga mezzo secolo sta chiudendo e la città avrà delle strutture fruibili dove ora c’è nulla. Quella negativa, è che per fare questo il Comune ha dovuto anche cedere una scuola modello da sacrificare alla coerenza del nuovo progetto archiettonico.
  • Piazza Lanza e lo Stadio: non si tratta di niente di definitivo, ma c’è un progetto che prevede di abbattere due strutture obsolete come lo Stadio Massimino e il carcere di Piazza Lanza, per far spazio a nuovo palazzi. In zone ad altissima densità di popolazione, non si è trovato niente di meglio?
  • Lungomare Playa, anche qui si prevedono “rivoluzioni” con la costruzione di centri congressi alberghi e chi più ne ha più ne metta…
  • Contemporaneamente a quanto sopra, dovrebbe andare avanti il progetto di “potenziamento” del porto, con la costruzione del Porto turistico che lambirà la Playa, rovinando il paesaggio, e si spera solo quello.

Accanto alle opere, ieri sera in questa puntata su Catania è emersa una vicenda assurda e gravissima: lo stato pietoso degli uffici giudiziari. Il Palazzo di Giustizia di piazza Verga sta letteralmente cadendo a pezzi, con gli archivi allagati e i faldoni di documenti a occupare anche i bagni… L’ex palazzo delle poste era inserito nella lista CIPE delle opere da ristrutturare, con ben 32 milioni di euro, e dopo il restauro doveva andare agli uffici giudiziari. Tutto è fermo, naturalmente, perché quei soldi – mai arrivati – sono stati destinati a ripianare il buco di bilancio. Soldi “virtuali”, un escamotage per non dichiarare dissesto (come ammesso anche dal sindaco Stancanelli), ma i problemi gravissimi della giustizia catanese emersi ieri a “Report” dovrebbero far cambiare la lista delle priorità, e alla svelta.