Monastero per i piccoli, il cibo tra gioco e studio

Al Monastero, i calderoni e le graticole erano tanto grandi che ci si poteva bollire tutta una coscia di vitella e arrostire un pesce spada sano sano.
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I Vicerè, F. De Roberto]

monastero benedettini catania_sim dawdler.jpgL’arte di Michelasso: mangiare bere e andare a spasso. Secondo i racconti della tradizione, una regola che si applicava perfettamente alla vita d’altri tempi dei monaci benedettini catanesi. E le cucine del monastero sono forse la parte della struttura che ha più affascinato viaggiatori e scrittori. Altro che «prega e lavora», meglio godersi la vita: che significa anche arte e natura. Perché non riprovarci?

Ci hanno pensato i ragazzi dell’associazione Officine Culturali che, insieme alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’università di Catania, hanno organizzato una serie di laboratori per i bambini. All’ex monastero dei Benedettini ogni domenica da febbraio a maggio. Quattro tipi di corsi con un tema comune: le arti dei monaci dal Cinquecento a oggi.

L’appuntamento di questa domenica alle 9 sarà un gioco per mischiare saperi e sapori, attraverso i racconti della “letteratura gastronomica”. Ad accompagnare i più piccoli in queste due ore e mezzo per scoprire, imparare e divertirsi sarà Mario Giuffrida dell’associazione Le Città inVisibili, che si occupa proprio di educare i bimbi (e i grandi) attraverso il gioco. L’idea è rivolta a un gruppo di massimo 20 ragazzi, dagli 8 agli 11 anni.

Gli altri appuntamenti di questo mese saranno con i laboratori Giochi d’Arte – un viaggio nelle antiche botteghe artigiane – e Orto a Chi Tocca! – per imparare a distinguere e utilizzare le piante aromatiche -, che inizieranno domenica 27 febbraio.

[Foto: uno dei chiostri dell’ex monastero dei Benedettini di Catania, di Sim Dawdler]

 

Pirandello, come non l’avete mai sentito

SebastianoLoMonacoL1.orizz.jpgE’ successo, Non si sa come. La commedia e l’essenza stessa di Luigi Pirandello saranno in scena al teatro Ambasciatori (via Eleonora D’Angiò 17), a Catania, fino a domenica 16 gennaio. In una versione rinnovata e musicale.

Cinque musicisti dal vivo accompagneranno lo svolgimento della vicenda che, in pieno rispetto dello stile pirandelliano, mostrerà al pubblico l’eterna lotta tra i due io di ognuno di noi, così come la distinzione, cara all’autore, tra realtà e finzione. Il drammaturgo Nicola Fano ha però deciso di ambientare il suo omaggio a Pirandello in una nave da crociera degli anni Trenta e in un contesto decisamente lontano da quelli del premio Nobel siciliano: il mondo della comicità popolare, delle canzonette e dei siparietti.

A dirigere e a interpretare la riscrittura è Sebastiano Lo Monaco, noto al pubblico teatrale per aver prestato voce e corpo anche ad altre opere pirandelliane. Lo ricordiamo in tv nella serie La Piovra 9 e al cinema in produzioni come Festa di laurea di Pupi Avati e nella trasposizione di un altro grande classico della letteratura siciliana, I Vicerè (nel film di Roberto Faenza).

Lo Monaco è il Conte, un personaggio bizzarro a capo di una compagnia di comici che trascorre le giornate in lunghe prove, in attesa degli spettacoli per intrattenere i passeggeri. Compaiono così i segreti degli attori, due coppie i cui coniugi una volta si amarono tra loro. Adesso, tra una battura, una canzonetta da provare e uno sketch, la storia si sviluppa nelle mani del Conte, ma qualcosa sembra sfuggirgli.

In questo filo di vicende che accadono senza volerlo – non si sa come, appunto -, Sebastiano Lo Monaco non recita soltanto: balla, canta e intrattiene, facendo riscoprire un autore storico sotto una luce godibile per tutti.

[Foto: Sebastiano Lo Monaco interpreta un’altra opera pirandelliana, Il berretto a sonagli; di Nino Alì]