Da Trieste a Catania, tour di Emergency con sorpresa

Ripudiamo la violenza, il terrorismo e la guerra come strumenti per risolvere le contese tra gli uomini, i popoli e gli stati. Vogliamo un mondo basato sulla giustizia sociale, sulla solidarietà, sul rispetto reciproco, sul dialogo, su un’equa distribuzione delle risorse
[Manifesto di Emergency, Il mondo che vogliamo]

Giro d’Italia da Trieste a Catania. La città etnea sarà l’unica tappa siciliana, venerdì 25, del ciclo di incontri organizzati da Emergency per presentare due novità. Medico e fondatore dell’associazione umanitaria milanese – nata nel 1994 -, Gino Strada illustrerà il progetto E tu che mondo vuoi? e ci racconterà in anteprima della nuova rivista di Emergency, E-Ilmensile.
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Venerdì alle 21, nella sala C del centro fieristico Le Ciminiere (viale Africa 12), si discuterà anche d’attualità. Si è molto parlato in questi giorni del dissenso di Strada nei confronti del conflitto in Libia, «la possibilità più breve e più stupida» ha spiegato nel corso di un incontro a Roma. E non mancherà un dibattito sul Giappone e il nucleare, una scelta che interessa da vicino anche l’Italia.

Il piatto forte è però la presentazione del mensile. Atteso per il 6 aprile, ci saranno una versione on line e una cartacea, che uscirà il primo mercoledì di ogni mese. Numeri da 128 pagine in vendita a 4 euro: all’interno, secondo le prime anticipazioni, troveremo storie, inchieste e reportage, da dentro e fuori l’Italia. La condizione femminile e la sicurezza sul lavoro, le vittime di guerra – a cui sarà dedicata una rubrica fissa – ma anche letteratura e poesia. Ci lavoreranno i giovani giornalisti del quotidiano online PeaceReporter e sarà diretto da Maso Notarriani – che accompagnerà Gino Strada a Catania -, fotografo, direttore di PeaceReporter ed ex caporedattore della redazione milanese di Liberazione. Insieme a Notarriani, alla conduzione del mensile è stato scelto il giornalista de La Repubblica Gianni Mura.

[Foto: un’anticipazione della prima uscita del mensile, di Emergency]

Viaggio al centro di Mineo, tra Sigonella e Catania

In questi giorni la Sicilia è al centro dell’attenzione. Per questioni militari e umanitarie, per una guerra che non si sa se inizia oppure no e per i continui sbarchi di migranti. Non solo a Lampedusa. Proprio oggi, altri due barconi sono arrivati a Catania: uno a Riposto e uno al porto cittadino.

Così diventa sempre più urgente affrontare la questione delle strutture d’accoglienza. Come quella del Residence degli Aranci, in contrada Cucinella, a Mineo – nella piana di Catania – di cui tanto si è parlato e che ha stimolato residence degli aranci_mineo.jpgpersino la visita del ministro degli Interni Roberto Maroni e del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Della particolare storia del residence, della sua azienda costruttrice e del rapporto con i militari statunitensi aveva già scritto in un’inchiesta Antonio Mazzeo.

Ma che ne è stato del centro? Funziona? Quante persone accoglie? Ce lo racconta Agata Pasqualino nel reportage «Trentasette chilometri» pubblicato sul magazine on line Step1. Eccovi un anticipazione.

È domenica pomeriggio, piove e fa freddo nelle campagne di Mineo. […] Chiediamo al poliziotto di servizio quanti sono al momento gli immigrati ospitati nel centro e se ci sono stati altri arrivi oltre a quello di tre giorni fa: «Saranno 300-400. Da quando sono qui io, cioè da oggi, non ci sono stati arrivi», risponde. […] Non parlano la nostra lingua, ma Javed si fa capire grazie all’inglese. Ci racconta che nel suo alloggio sono in sei, due in ogni stanza e che gli altri ospiti del campo sono per la maggior parte afgani, iracheni e pachistani, arrivati anche da Crotone. Vogliamo sapere se e chi li ha informati che sarebbero stati portati a Catania. La parola Catania li spiazza, ma appena diciamo Sicilia capiscono. Sono stati informati il giorno prima della partenza da qualcuno – non sanno dirci con quale ruolo – che gli ha detto che sarebbero andati in Sicilia. Chiediamo a Javed come si trova, ci dice che va bene e, indicando estasiato tutt’intorno con un gesto della mano, che il posto e la campagna sono bellissimi.

Qui trovate il reportage completo, che vale davvero la pena di leggere.

[Foto di Rosa Maria Di Natale]