Catania-Palermo, quattro anni in una lettera

Per strada, sull’autobus o alla posta. Non importa dove avete passato la vostra giornata. Di sicuro non sarete riusciti a risparmiarvi un commento euforico sul derby calcistico di domenica.

Catania-Palermo. Quattro a zero. Non ci sarebbe nulla da aggiungere, se non fosse che questo incontro particolare arriva a quattro anni dagli scontri che hanno portato alla morte palermo-catania.jpgdell’ispettore capo di Polizia Filippo Raciti. E se non fosse che, per la prima volta in questi quattro anni, i tifosi del Palermo erano di nuovo seduti sugli spalti dello stadio Massimino. Spalti di spine, certo, ma c’erano.

Tra i tanti commenti della giornata, più o meno graffianti, stavo per perdermi – e alcuni di voi con me – questo bel testo. Lettera a un palermitano che oggi va a Catania, di Roberto Puglisi su LiveSicilia.it. Un vero manifesto dell’amore per lo sport. Quello sano. Una lettera così toccante nella sua semplicità da far dimenticare per un attimo i fatti di quel 2 febbraio 2007.

Eccovene un’anticipazione. A voi che pensieri fa venire in mente?

Tu oggi vai a Catania per lavoro. E’ lunedì. E questo non rende affatto facili le cose. […] Avresti preferito altre imprese, me lo hai confessato al telefono. Avresti preferito affrontare il drago di Siegfrid armato soltanto di un coppino di calia e semenza. Avresti preferito riflettere sull’esistenza dei marziani, seduto su una pala di ficodindia. Tutto avresti preferito, fuorché andare a Catania per lavoro. Si sa, il lavoro è lavoro. Che poi non è nemmeno Catania (bellissima città) il punto dolente. E’ che a Catania ci stanno i catanesi. E, di solito, i catanesi sono contenti se il Catania vince. Se vince col Palermo, sono ancora più contenti. Se il giorno dopo gli capita tra le grinfie un palermitano, si sciolgono in purissima letizia.

Incontrerai il collega che incontri ogni lunedì. E lui come ogni lunedì ti chiederà: “Macco, chi fici u’ Palemmu?”.

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[Foto: per cavalleria, una foto di Piana Rosanero]

 

Il Catania e i rossazzurri, tutto in un libro

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«Clamoroso al Cibali». La voce di Sandro Ciotti risuonava durante la trasmissione Tutto il calcio minuto per minuto. Era il 1961, il Catania vinceva contro l’Inter: si scriveva un pezzo di storia della squadra e, insieme, della città.

Ma cosa è successo prima, quando ancora il Calcio Catania non esisteva? Per rispondere ad appassionati e curiosi, una squadra di cinque autori ha dato vita a un libro, quasi un’enciclopedia, che ricostruisce la storia completa del calcio sotto l’Etna. Tutto il Catania minuto per minuto – già conosciuto dai tifosi – sarà presentato domani alle 18 alla Libreria Cavallotto (corso Sicilia 91).

Antonio Buemi, Carlo Fontanelli, Roberto Quartarone, Alessandro Russo e Filippo Solarino hanno creato per la Geo Edizioni di Empoli – che all’argomento ha dedicato un’intera collana, La biblioteca del calcio – quasi 500 pagine di storia e preistoria della società catanese. Le avventure prima del 1929 – anno di nascita della Società Sportiva Catania -, un’accurata ricostruzione storica delle vicissitudini della società durante il fascismo, la storia dal 1946, anno di fondazione del Club Calcio Catania come lo conosciamo adesso.

Una galleria di vittorie, sconfitte, anni bui e raggianti, attraverso tabellini, statistiche e le facce dei personaggi. Dai calciatori storici come Damiano Morra al presidente onorario Ignazio Marcoccio – che hanno firmato la prefazione – fino ai nomi di oggi: il presidente Antonino Pulvirenti, l’amministratore delegato Pietro Lo Monaco e l’attaccante simbolo Giuseppe Mascara.

[Foto: il gol di Salvador Calvanese durante la storica vittoria del Catania contro l’Inter nel 1961, di Calcio Catania]

Dalla Spagna al Massimino con furore

panolada_catania.jpgUno sventolio di fazzoletti bianchi, la pañolada. Una protesta silenziosa inscenata dai tifosi del Catania ieri allo stadio Massimino, prima del fischio d’avvio della partita con l’Inter.

Un gesto di dissenso tutto rivolto alla terna arbitrale dell’incontro Roma-Catania del 6 gennaio all’Olimpico. Due gol di scarto, in favore della squadra della capitale, subito contestati come irregolari da tifosi e dirigenti rossazzurri, fino alla sfogo finale del presidente della società etnea Antonino Pulvirenti. «Complimenti, hai fatto una doppietta» ha detto all’arbitro Christian Brighi. La contestazione è costata a Pulvirenti l’inibizione da ogni attività interna alla federazione fino al 31 gennaio.

Una punizione esagerata, secondo i tifosi, che ieri hanno dimostrato solidarietà alla società con la protesta di origine spagnola. Un’azione che gli stessi tifosi nerazzurri conoscono bene, per gli stessi motivi.

Ma che cos’è questa pañolada, presa in prestito dai tifosi nostrani? Nella cultura spagnola, sventolare un fazzoletto bianco può anche avere un significato positivo. Durante una corrida, ad esempio, gli spettatori dimostrano così di aver gradito lo spettacolo e di volere maggiori onori per il torero.

Nel calcio, invece, ecco che arriva la protesta. Ma, al contrario dei tifosi rossazzurri, gli appassionati della Liga – la serie A spagnola -, tirano fuori i fazzoletti bianchi contro la squadra o la società che li ha delusi. Non che gli iberici non se la prendano mai con gli arbitri. In quel caso, però, usano un panno nero: ed ecco, appunto, la pañolada negra.

[Foto: pañolada di biglietti dei tifosi rossazzurri durante una partita con la Roma nel 2008, di CalcioCatania]

Catania calcio, buon inizio

ctcalciolavorincorso.jpgLavori in corso allo Stadio Massimino: ieri il Catania calcio, pur non giocando benissimo ha vinto alla sua prima uscita stagionale, in Coppa Italia contro la Cremonese, che milita in serie C1. Allo scadere del primo tempo segna l’unico gol dell’incontro, siglato “il solito Mascara”, che quindi inizia la stagione da leader. La squadra ha fatto vedere tantissime cose positive, fra cui alcune ghiotte occasioni da gol mancate, in mezzo a un meccanismo di gioco ancora da “lavori in corso”. Ma siamo ancora al 15 agosto, e il nuovo allenatore Azzori sta lavorando sodo per formare una squadra all’altezza della quarta stagione di fila in serie A. Certamente non farà rimpiangere Zenga, che ora è andato al Palermo, quasi uno schiaffo morale ai tifosi catanesi… In attesa di una trionfale stagione con due vittorie sul Palermo, grido virtualmente un FORZA CATANIA!!!