«Quando le ha uccise non era pazzo». Parla la figlia di Carmelo Sanfilippo

carmelo sanfilippo_catania_ansa.jpgMentre tutta Italia tiene il fiato sospeso per il caso di Sara Scazzi – la ragazzina di Avetrana uccisa dallo zio – a Catania si svolge un’altra puntata di uno dei fatti di cronaca più crudi dell’ultimo anno. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania ha disposto una perizia psichiatrica per Carmelo Sanfilippo, l’uomo che l’anno scorso ha ucciso a coltellate moglie e figlia nel quartiere catanese di San Giorgio.

Il gip vuole accertare se, al momento dell’omicidio, Sanfilippo fosse in grado di intendere e di volere. Una decisione a cui si oppone l’altra figlia, un’adolescente unica superstite della tragedia. «Lui deve rimanere in carcere – ha detto la ragazza -. Questa perizia psichiatrica non si deve fare e anche se si fa non servirà a niente perché lui non è pazzo. Deve essere fatta giustizia e basta. Per mia mamma e per mia sorella».

La ragazzina, 13enne, rifiuta l’ipotesi della follia del padre, ripercorrendo quei momenti: «Mi diceva “Chiama l’ambulanza, chiama l’ambulanza” – racconta -. Digli che “Mio papà ha fatto male alla mamma e sta morendo”. E intanto io sentivo mia madre che gli gridava “Fermo io ti amo, ti amo” e lui non le credeva. “Non è vero”, le diceva e continuava».

Era il 26 ottobre del 2009 quando Carmelo Sanfilippo, all’alba, ha ucciso a coltellate la moglie – Maria Rosaria Drago, 35 anni – e una delle figlie, 8 anni; ferendo gravemente l’altra. Con le stesse armi, due coltelli dalle lame lunghe sette centimetri, l’uomo ha poi tentanto di togliersi la vita. La ragazzina ricorda così l’aggressione del padre: «A un certo punto mi insegue intorno al tavolo e poi mi spinge verso il muro. Cerca di colpirmi, io mi difendo dandogli calci, ma poi lui mi ha soffocato. Gli dicevo “Ma noi ti vogliamo bene perché fai questo?”, e lui zitto».

La decisione di disporre una perizia psichiatrica su Sanfilippo arriva anche per tentare di ricostruire un tassello fondamentale della vicenda, ancora mai chiarito: il movente. Da quanto emerge anche dalle parole della figlia, pare che la famiglia non avesse particolari problemi.

[Foto: Carmelo Sanfilippo e la moglie, uccisa il 26 ottobre del 2009; Ansa]