Pescheria di Catania e controlli “straordinari”

ispettori_pescheria.jpgNecessità fa virtù: così si potrebbe riassumere la vicenda dell’improvvisa emergenza igienico sanitaria alla pescheria di Catania. In un mercato del pesce che va avanti così da anni, da decenni, con gli scarti del pesce venduto buttati in strada, il pesce “maniato” senza guanti, gli operatori senza camici. E naturalmente con gli abusivi, dall’aria di instancabili pescatori abbronzati dal sole, con il berrettino di lana invece che la “cuffietta igienica” in testa, che in improvvisate bancarelle vendono il proprio pesce a folte schiere di avventori che calpestano maleodoranti pozzanghere d’acqua sporca. In fondo quello che ho appena descritto è solo e soltanto il folklore locale che in retoriche stantie come gli scarti del pesce accumulato in piazza Alonzo di Benedetto (questa è una novità: di solito sui giornali il nome della piazza non compare. Da oggi sappiamo come si chiama la piazza della Pescheria) venivano vendute nei depliant turistici come sinonimo di “genuinità”. Peccato che proprio un turista, tedesco di nazionalità e di fatto, abbia trovato tutto questo intollerabile: gli scarti, la puzza, la confusione, i romantici pescatori… Tutto all’occhio “neutro” del turista, che sembra faccia il medico, è sembrato terribilmente inadeguato alle norme sanitarie. E’ quindi scattata la denuncia, con rove fotografiche, e sono arrivati gli ispettori dall’Unione Europea per verificare quanto detto. Per tutta risposta il comune di Catania ha semplicemente attuato un piano di pulizia straordinaria, ricordandosi che quelli che fino al giorno prima erano romantici pescatori buoni per i depliant turistici in fondo non erano altro che  “abusivi che devono regolarizzare la propria posizione”, che chi vende il pesce deve usare il camice, che la pulizia dopo il mercato va effettuata celermente… In questi giorni si sono susseguiti eventi straordinari alla pescheria: ispezione della polizia municipale, le multe, l’arrivo dei NAS degli ispettori della comunità europea “in incognito” e di tre bagni chimici. E la “minaccia-rassicurazione” agli abusivi che per tornare a lavorare come sempre, indisturbati nonostante tutti sappiano che sono abusivi (sindaco e politici locali al primo posto), basta l’irrisoria cifra di 1600€, offerta speciale. Ma 1600€ rendono da un giorno all’altro un’attività abusiva perfettamente legale e rispettosa delle norme? Non sarà solo un tentativo di far cassa? La questione un po’ puzza…