Rifiuti, il nuovo bando parte “arretrato”

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Il nuovo bando per la raccolta dei rifiuti a Catania partirà già arretrato: secondo quanto rilevato da Cittàinsieme giovani, associazione di società civile catanese, l’obiettivo del “40% di raccolta differenziata”, che a prima vista sembra un grandissimo passo avanti rispetto alla situazione attuale – anzi, lo è senza dubbio, la racolta differenziata a Catania è prossima allo zero – in realtà è un obiettivo ben al di sotto dei requisiti di legge: si dovrebbe arrivare al 65%, pena un aumento delle tariffe del 20%.

L’allarmante situazione – allarmante sia per l’ambiente che per le tasche – che si verrebbe a creare può ancora essere scongiurata: basta rifare il bando in tempi brevi. Sperando che l’azienda che si aggiudicherà il multimilionario appalto di gestione rifiuti per la zona del comune di Catania – l’unica azienda attualmente in corsa è la IPI di Roma – faccia bene il suo lavoro, altrimenti a rimetterci saranno solo i cittadini.

Di seguito il testo parte dell’intervento dei giovani di Cittàinsieme ai recenti Stati generali dell’Ambiente. La verisone integrale è qui.

Puntualizziamo infatti che uno degli obiettivi posti nel bando è quello di raggiungere il 40% della raccolta differenziata entro il 2015 a fronte di un obiettivo che la legge impone nel D.Lgs 152/06 art. 205, comma 1, lettera c) essere del 65% entro il 2012, pena l’aumento del 20% al tributo di conferimento dei rifiuti in discarica (art. 205, comma 3). Così è certificato che chi gestirà i rifiuti a Catania sarà tranquillo (base d’asta del bando di gara è circa 165 milioni di euro per 5 anni) perché l’obiettivo è veramente basso (siamo nel 2010 e la gestione dei rifiuti è ancora allo stato primitivo) e noi cittadini pagheremo, approfittando dell’ignoranza dei più, una sovrattassa, l’ennesima, causata da una cattiva gestione della cosa pubblica. Oggi il concetto di rifiuto a Catania è legato allo sporco, l’inquinamento e la puzza. Nel bando di gara DG 13/0452 del 31/12/2008 che prevede la gestione dei rifiuti solidi urbani per 5 anni, (2010-2015) non c’è traccia del concetto di: riduzione dei rifiuti, prevenzione della riduzione dei rifiuti mediante la promozione di strumenti economici, eco-bilanci, azioni di certificazione ambientale, analisi del ciclo di vita dei prodotti, azioni di informazione e di sensibilizzazione dei consumatori, oppure mediante clausole di gare d’appalto che valorizzino la competenza tecnica in materia di prevenzione della produzione dei rifiuti. Bisogna insomma favorire il riutilizzo, il reimpiego e per ultimo il riciclaggio. Bisogna adottare condizioni economiche che prescrivono l’impiego di materiali recuperati dai rifiuti al fine di favorire il mercato di tali materiali (si pensi al vetro ed al meccanismo del vuoto a rendere, oppure all’utilizzo dei rifiuti come mezzo per produrre energia. Si può provare a dare una idea nuova di cosa vuole dire gestire i rifiuti in un’ottica di riduzione: facciamo notare ad esempio come in Italia (fonte “AltroConsumo”) si producono ogni anno 600 kg di rifiuti procapite (a Catania pensiamo un po’ di più), quantità che è in costante aumento. Il ragionamento che si dovrebbe fare è semplice: gestire il 65 % di 600 kg vuol dire gestire quasi 400 kg di differenziata per ogni persona; ora, se già questi 600Kg diventassero via via 400 Kg (ad esempio), il 65% è circa 260 Kg e così via… si può arrivare anche a produzione 0. E non si dica la storiaccia che i cittadini catanesi non sono in grado di recepire queste informazioni perché questo vuole dire due cose inaccettabili: 1) i cittadini catanesi sono stupidi e da terzo mondo; 2) l’amministrazione non è in grado di governare i cittadini ma si fa governare assecondando le follie dei più. E se l’amministrazione non è in grado di governare (fare rispettare la legge) questo diventa un problema di tutti.

Foto di Peter Kaminski