Il traffico a Catania, le proposte per risparmiare

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Il traffico. Una delle tre piaghe della Sicilia secondo l’avvocato-zio di Johnny Stecchino. Che si riferiva più a Palermo, ma che potrebbe andare bene anche per Catania. Pare che la situazione nelle ultime settimane stia peggiorando, tanto che la Federconsumatori etnea ha organizzato per domani alle 10 nella sua sede (piazza Santa Nicolella 6/a) un incontro per presentare ai cittadini alcune proposte utili per risparmiare. Dai costi del carburante – negli ultimi giorni al rialzo, anche per la crisi in Libia – ai tempi di percorrenza, con una particolare attenzione al problema del parcheggio.

Che negli ultimi tempi a Catania ha subito una rivoluzione, di cui tanto si parla in città e che sarà tra i temi di discussione di domani. Si tratta dei nuovi parcometri e della penale aggiunta alla multa per aver superato il limite orario della sosta a pagamento.

Le colonnine – per chi ancora non le avesse viste – dovrebbero essere circa 300 sparse per il centro città. Erogano i tagliandi delle cosiddette strisce blu, ma non per forza orari come finora è stato. Dai parcometri è possibile pagare quanto effettivamente si sosta, a partire da mezzora. E, già che si era in aria di novità, l’amministrazione comunale ha deciso di inserire nelle colonnine anche la distribuzione dei biglietti urbani dell’Amt, quelli da timbrare sull’autobus.

La penale della Sostare – la società partecipata dal Comune di Catania che gestisce i parcheggi a pagamento – fa invece infuriare i cittadini. Si tratta di 10 euro aggiunti alla multa da 23,59 per aver superato il limite orario pagato per parcheggiare. Il direttore di Sostare Giacomo Scarciofalo ha così risposto a quanti, molti, si sono arrabbiati: «Secondo la legge potevamo arrivare a chiedere fino a 36 volte il prezzo della scheda. Ma non l’abbiamo fatto, fermandoci a 10». Forse però qualche soluzione c’è. Lo scopriremo domani.

[Foto di micampe]

Amianto a Catania

amianto_fazen.jpgLo hanno chiamato “the silent killer”, il killer silenzioso, e probabilmente siamo ancora talmente abituati ai pannelli in eternit che non ci allarmiamo o denunciamo la presenza ogni volta che lo vediamo in giro. L’amianto è quindi ancora molto diffuso in tutta la provincia di Catania, nei luoghi più insospettabili, come il terreno  sul quale sorgeva l’ex opificio Keyes che è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza a Fumefreddo. La presenza di tonnellate di materiale tossico, mai denunciate nonostante da anni il terreno sia stato convertito in parcheggio privato per i bagnanti che decidevano di andare nella vicina area protetta, è sintomo che qualcosa deve cambiare prima che nelle istituzioni (la provincia ha mandato un comunicato sulla questione ieri, precisando che l’area della ex Keyes dista circa due chilometri dall’area protetta di Fiumefreddo, quindi non è un terreno di propria competenza da controllare) nei cittadini catanesi.

Smaltire l’amianto del resto non è una operazione obbligatoria, ma per fortuna ci sono ditte convenzionate con i vari Comuni con cui è possibile non spendere troppo. Non farlo significa mettere in pericolo innanzitutto se stessi, incorrere in sanzioni ed essere potenzialmente perseguiti penalmente… Situazioni come quella di Fiumefreddo appena scoperta o quella di San Giorgio sono solo la punta di un iceberg, e data la nostra “mentalità” di catanesi difficilmente un vicino ci denuncerà mai perché teniamo ancora l’amianto da smaltire. Facciamolo noi stessi, il prima possibile, “il killer silenzioso” non sbaglia un colpo…

Smaltimento amianto sul sito del Comune di Catania.