Dinosauri da 8 metri: a spasso tra centinaia di anni

dinosauri.JPGMancherebbe solo Steven Spielberg. Sabato 29 gennaio, al centro commerciale Porte di Catania (sulla superstrada Gelso Bianco), sembrerà di essere catapultati sul set di Jurassic Park. O, ancora meglio, torneremo indietro di centinaia di anni. La Special Effects Creature Studios, società di creazioni ed effetti speciali per il cinema, curerà una mostra sui dinosauri: la riproduzione a dimensione naturale di quattro esemplari di rettili, unita a un’atmosfera condita di effetti speciali. Un’esposizione divertente e affascinante, ma che ha anche un valore scientifico-didattico. Indicata per i bambini, scommettiamo che a stare con ilk naso in su saranno più i genitori?

Passeggiando attraverso la simulazione dell’habitat dei temibili rettili – con sabbia, rocce e vegetazione – incontreremo un tyrannosaurus rex lungo 8 metri e alto 4 e mezzo. Ad accompagnarlo, esemplari di dinosauri volanti e velociraptor in posizione d’attacco. Una volta entrati nell’atmosfera, potremo proseguire attraverso la scena dominata dallo stegosaurus. Sarà anche stato erbivoro, ma i suoi 7 metri e più di lunghezza incutono timore. Nella scena sarà attorniato da nidiate di uova e cuccioli di dinosauro da un metro, che ci mostreranno il processo riproduttivo di questi speciali rettili.

La passeggiata continuerà tra i dinosauri celebri: dal triceratops, uno dei protagonisti della saga Jurassic Park, al camarasaurus, noto ai più piccini perché ispirato al cartone animato Alla ricerca della Valle Incantata; passando per l’iguana di A spasso nel tempo, il film con Christian De Sica e Massimo Boldi. Ultima sorpresa: nella mostra verranno esposte anche lastre fossili di scheletri di dinosauro e la ricostruzione a dimensione naturale di un’intera famiglia di ominidi preistorici del Paleolitico.

[Foto: una piccola anticipazione della mostra dei dinosauri al centro commerciale Porte di Catania, di Special Effects Creature Studios]

6 km in 32 anni: tempi record per l’Asse Attrezzato

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Domani, 31 luglio 2010, verrà inaugurato l’Asse Attrezzato, ultima grande arteria urbana prevista dal Piano regolatore cittadino. In tempi da record è stato completato l’intero percorso: 6km di strada a scorrimento veloce, ma costruiti a velocità-lumaca di 188 metri l’anno, che collegano la periferia sud della città, quindi Librino, l’autostrada Catania Palermo, l’Asse dei Servizi e la Tangenziale al Corso Indipendenza, strada cittadina che costituisce il confine a Ovest del Centro Cittadino. In altre parole significa collegare più di 100 mila cittadini catanesi ai Servizi e alle autostrade. “Era ora” dicono oggi i catanesi in giro – pur con qualche protesta dei residenti del rione Carcaci che è quello interessato, nella Zona del Corso Indipendenza, dal prevedibile aumento di traffico – ma quest’opera arriva con un ritardo da record del mondo: 41 anni dopo l’approvazione sul Piano Regolatore, e viene ultimate 32 anni dopo l’inizio dei lavori.

I problemi negli anni non sono certo mancati, dal fallimento della prima azienda appaltatrice agli atti vandalici, ma nessun avvenimento può essere così catastrofico da implicare dei tempi così lunghi. Disinteresse delle amministrazioni, comunali innanzitutto, che si sono succedute negli anni? Probabilmente SI, ma la situazione attuale non si è certo sbloccata per un ritrovato interesse pubblico in quest’opera di cui si è fatto a meno in tutti questi anni (e che al massimo è servita per ospitare le ceramiche della “Porta della Bellezza” a Librino, oltre a qualche gara clandestina di cavalli). L’amministrazione attuale ha avuto però la buona idea di cercare “sponsor” al completamento dell’opera: la società proprietaria del recentemente inaugurato Centro Commerciale “Porte di Catania” ha completato in poco più di un mese i lavori che se fatti dal Comune avrebbero visto ulteriori prolungamenti dei tempi. L’interesse privato ogni tanto fa bene anche ai cittadini, di solito in Sicilia e a Catania accade il contrario, cioé il privato vive da parassita sull’amministrazione pubblica. Non è questo il caso, giusto?

(foto di giorgio_f)