Il Mare di Mezzo, Gabriele Del Grande

ilmaredimezzo.jpgUn incontro con il blogger e scrittore Gabriele Del Grande (Fortress Europe) domenica 16 maggio alle 19, alla libreria Tertulia (via Michele Rapisardi, 1), per presentare il suo libro Il Mare di Mezzo”. Tre anni di inchieste in un unico avvincente racconto. Un viaggio tra memoria e attualità attraverso le storie che fanno la storia.

Gabriele Del Grande, giornalista ed autore del blog Fortress Europe – l’osservatorio sulle vittime dell’emigrazione – è stato espulso dalla Tunisia ed è nella lista nera dei servizi segreti locali. Si mette sulle tracce dei somali e degli eritrei respinti in Libia, facendo luce sul più misterioso naufragio mai verificatosi sulla rotta per l’Italia. La rete di informatori di Del Grande si allarga dalla costa meridionale del Mediterraneo all’Italia e ai centri di espulsione. Ne nascono inchieste su truffe e pestaggi. E parecchi guai. Ma come insegnano i pescatori di Mazara non ci si può girare dall’altra parte. E il viaggio alla ricerca della verità continua, dal Nilo al Burkina Faso.

Gabriele Del Grande è nato a Lucca nel 1982, si è laureato a Bologna in Studi Orientali. Scrive su L’Unità, Redattore Sociale e Peace Reporter. Collabora anche con Lettera27. Nel 2006 ha fondato l’osservatorio sulle vittime dell’emigrazione Fortress Europe. Per infinito edizioni ha pubblicato Mamadou va a morire. La strage dei clandestini nel Mediterraneo (2007, seconda edizione, maggio 2008), Roma senza fissa dimora (2009), Il Mare di Mezzo (2010). Parteciperà all’incontro il giornalista e scrittore Giuseppe Lorenti. Modera Roberto Sammito.

Media partner dell’incontro sono Radio Zammù, Step1, Ustation. Con la preziosa collaborazione di Upress, associazione per la promozione del giornalismo universitario.

Il potere dei link

web.jpgPresentazione del saggio “Il potere dei link” della giornalista Rosa Maria Di Natale.
Lunedì 18 gennaio 2010 – ore 17:00 – Coro di Notte dei Benedettini
. L’autrice è una delle migliori giornaliste catanesi oltre ad essere da un paio d’anni docente di “Giornalismo e nuovi media” alla Facoltà di Lingue di Catania. Per chi non la conoscesse, è autrice dei documentari Hotel Librino e Malarazza.

“Scrivere e leggere al tempo dei nuovi media: tra bitletteratura ed e-book” è il tema dell’incontro che si terrà lunedì 18 gennaio alle 17, al Coro di notte del Monastero dei Benedettini, in occasione della presentazione del saggio Potere di link (Bonanno editore, 2009) di Rosa Maria Di Natale, giornalista e docente a contratto di “Giornalismo e nuovi media” (Scienze per la Comunicazione Internazionale – Facoltà di Lingue e Letterature straniere).

Ne discutono con l’autrice il prof. Salvo Marano, docente di Lingue e Letterature angloamericane (Università di Catania), e il prof. Gino Roncaglia, docente di Informatica Umanistica (Università della Tuscia). Gino Roncaglia è autore di numerosi testi sui nuovi media tra i quali “Il mondo digitale” e “Internet. Manuale di uso della rete” (Laterza).

Goor – la docu-fiction sull’immigrazione

clandestino.jpgGOOR – si presenta la docu-fiction sull’immigrazione, diretta da Alessandro De Filippo, giovedì 26 novembre alle 20, alla multisala Ariston di Catania (via Balduino 17/b), diretta da Alessandro De Filippo, responsabile del laboratorio multimediale di sperimentazione audiovisiva (la.mu.s.a.) della facoltà di Lettere e Filosofia.

Alla presentazione di “Goor”, una riflessione sull’incapacità di raccontare la complessità del fenomeno dell’immigrazione da parte dei media audiovisivi, interverranno, oltre agli interpeti e allo staff tecnico, il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli, l’assessore alla Famiglia del Comune di Catania Marco Belluardo, il preside della facoltà di Lettere Enrico Iachello e il viceprefetto del Comune di Catania Rosaria Giuffrè.

La sinossi. Venti immigrati. Una barca alla deriva, a motore spento. Unico suono il rumore del mare. E il respiro degli uomini. Mare, uomini e sole, nient’altro. Non c’è più acqua da bere e Ousmane sta male. Ha i brividi, suda, è freddo. Sta morendo. Bisogna decidere se tenerlo o buttarlo giù. Bisogna decidere se dargli la sua razione d’acqua da bere o lasciarlo spegnere. Era un amico Ousmane. Ma ormai è spacciato e la sua acqua da bere può servire a tutti gli altri.

Bisogna decidere. Questo è il nodo tragico di goor. Da questo viluppo di emozioni, religione, sentimenti, politica, etica, di storia e identità, nasce un tentativo di rappresentazione, il progetto di un film. Un film che però non riesce a raccontare una storia così complicata, un nodo così aggrovigliato e complesso. E si ferma a riflettere, si interrompe e si interroga. Perché ci sono cose che il cinema non sa raccontare. Non ci riesce. Il cinema è un medium riprovisivo, vive di riproduzione e di visione, esprime la realtà attraverso la rappresentazione mimetica, ma non è in grado di raffigurare temi complessi. Ecco perché goor si interrompe, e infrange i sogni degli autori, dei tecnici, degli attori, sugli scogli della complessità. Perché ci sono sempre mille motivi dietro o prima, ci sono premesse e postfazioni, commenti e note a margine.

E il cinema è così bello che non può torcersi o spezzettarsi dietro tante spinte e bisogni particolari. Il cinema vuole essere bello. Allora finge, si imbelletta, oppure obbedisce alla Società dello Spettacolo. Si offre come intrattenimento. L’ha fatto così tante volte che adesso forse non è più in grado di fare altrimenti. E goor vuole essere una riflessione proprio su questa incapacità consapevole, su questa rinuncia colpevole. Autori, tecnici e attori si chiedono: possiamo raccontare la nostra verità? Possiamo essere sinceri? E come?

Intanto siamo fermi in mezzo al Mediterraneo. In mezzo a quest’infinito panico di sole e di acqua salata. Che è stato il centro del mondo, che è stato il centro della cultura umana.

Presentazione

La Signorina Emme è una pendolare da quindici anni e forse più (una vita di immeritate attese e disastrosi ritardi).
Dall’età di tredici/quattordici anni la visione del mondo della Signorina Emme cambia gradualmente, partendo da quella del paesino della provincia catanese alla cittadina chilometri più in là, per poi spostarsi a quella del capoluogo e così via. Contaminazioni, colori, odori, musica, paesaggi, dialetti, tutto si mescola nella testa della Signorina Emme che osserva sempre con curiosità, con le mani appiccicate al finestrino, quello che accade là fuori.
La Signorina Emme, crescendo, cade preda di sindromi incurabili che riassumeremo in: musica, cinema, colori, sbadataggine, mondo pubblicitario. Con l’avvento di internet si aggiungono interazione e condivisione. 
La Signorina Emme vi dà il benvenuto.
Accomodatevi che adesso arriva il latte di mandorla.