Piazzale Sanzio: sbuca la discarica di cassonetti

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Sì, quella che vedete è Catania. Potrebbe sembrare Napoli nei giorni più difficili dell’emergenza rifiuti e invece è proprio un angolo del capoluogo etneo. Una discarica in pieno centro cittadino: in piazza Raffaello Sanzio.

Se ne sono accorti i giovani dell’associazione CittàInsieme, un movimento di società civile che dal 1987 è attento ai problemi della città e dei suoi abitanti. I ragazzi, macchina fotografica alla mano, si sono chiesti cosa ci facciano decine di cassonetti della spazzatura accatastati nel piazzale.

Alcuni di questi, poi, sono ancora in buono stato e riutilizzabili. E, soprattutto, sono stati abbandonati con ancora i rifiuti dentro.

Dal Comune però non è ancora arrivata nessuna risposta.

Qui trovate tutte le foto scattate dai ragazzi di CittàInsieme.

[Foto: la discarica improvvisata in Piazza Raffaello Sanzio, di CittàInsieme]

Catania maglia nera della qualità ambientale

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Catania fa acqua da tutte le parti. Letteralmente. Il capoluogo etneo risulta ancora una volta ultimo nella classifica Ecosistema Urbano 2010, indagine della qualità ambientale delle città italiane. Legambiente – in collaborazione con la società di ricerca Ambiente Italia e il Sole24Ore – già l’anno scorso aveva bocciato la città.

Un declino neanche troppo lento: rispetto a tre anni fa, Catania ha perso nove posizioni. Su 103 città in classifica.

Una maglia nera che non appare ingenerosa. Secondo i dati di Legambiente, la qualità dell’aria in città non è affatto ottimale. La rete idrica disperde fino alla metà dell’acqua. Il trasporto pubblico è poco utilizzato e – i catanesi lo sanno bene – non senza motivazioni. Ma non va meglio nemmeno a chi vorrebbe comunque evitare di usare la macchina: Catania, secondo la classifica, ha pochissimi centimetri di suolo pubblico destinati a pedoni, ciclisti e zona a traffico limitato. Per non parlare del verde – meno di 5 metri quadri per abitante – e della bassissima percentuale di raccolta differenziata effettuata.

Come sempre, a salvare la città è il sole. Catania si piazza al quinto posto per i metri quadrati di pannelli solari istallati sugli edifici comunali ogni mille abitanti.

Arriva il robot lavora rifiuti: tra risparmio e sostenibilità

tracciare_rifiuti_mit_riciclare_rifiuti_tracciare_rifiuti_mit_4.jpgC’erano una volta le campane per la raccolta differenziata dei rifiuti. A Catania, a dire il vero, si sono viste per poco. Nemmeno il tempo sufficiente affinché le famiglie imparassero a rendere quotdiano un gesto così importante.

A un certo punto, le campane sono scomparse. Chissà dove e perché. Impossibile pretendere che i cittadini prendessero la propria macchina e andassero in cerca delle superstiti in pochi punti della città.

Eppure, proprio in un contesto così disastroso, oggi viene presentata una nuova idea: Nowaste, che sta per “New Organic Waste Sustainable Treatment Engine”. Si tratta della sperimentazione di un nuovo elettrodomestico, progetto che viene presentato oggi, alle 9:30, al Monastero dei Benedettini a Catania.

Il robot servirà a trattare la parte organica dei rifiuti direttamente a casa, così che arrivino in discarica già pronti per essere bruciati e separati da quelli riciclabili, come carta, plastica o vetro. Parliamo, ad esempio, degli avanzi di cibo, dei fazzoletti sporchi e – per chi ha il pollice verde – anche degli scarti della potatura. Un bel risparmio nella strategia di raccolta differenziata e trattamento dei rifiuti.

L’idea è dell’ente no profit Irssat – Istituto di Ricerca, Sviluppo e Sperimentazione sull’Ambiente e il Territorio – e coinvolgerà mille famiglie, che proveranno per un anno il prototipo. Tre i comuni coinvolti, rappresentativi di altrettante realtà: un centro turistico, uno rurale e uno industriale. Castelmola, provincia di Messina, sarà interessata interamente dalla sperimentazione; Gaggi, nella stessa provincia, sarà coperta per metà e a Melilli, comune del siracusano, il test coinvolgerà un intero quartiere. Durante tre fasi di prova, per una durata totale di 30 mesi, si cercherà di capire come utilizzare il nuovo robot su larga scala.

[Foto di John Knechtel]

Rifiuti, il nuovo bando parte “arretrato”

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Il nuovo bando per la raccolta dei rifiuti a Catania partirà già arretrato: secondo quanto rilevato da Cittàinsieme giovani, associazione di società civile catanese, l’obiettivo del “40% di raccolta differenziata”, che a prima vista sembra un grandissimo passo avanti rispetto alla situazione attuale – anzi, lo è senza dubbio, la racolta differenziata a Catania è prossima allo zero – in realtà è un obiettivo ben al di sotto dei requisiti di legge: si dovrebbe arrivare al 65%, pena un aumento delle tariffe del 20%.

L’allarmante situazione – allarmante sia per l’ambiente che per le tasche – che si verrebbe a creare può ancora essere scongiurata: basta rifare il bando in tempi brevi. Sperando che l’azienda che si aggiudicherà il multimilionario appalto di gestione rifiuti per la zona del comune di Catania – l’unica azienda attualmente in corsa è la IPI di Roma – faccia bene il suo lavoro, altrimenti a rimetterci saranno solo i cittadini.

Di seguito il testo parte dell’intervento dei giovani di Cittàinsieme ai recenti Stati generali dell’Ambiente. La verisone integrale è qui.

Puntualizziamo infatti che uno degli obiettivi posti nel bando è quello di raggiungere il 40% della raccolta differenziata entro il 2015 a fronte di un obiettivo che la legge impone nel D.Lgs 152/06 art. 205, comma 1, lettera c) essere del 65% entro il 2012, pena l’aumento del 20% al tributo di conferimento dei rifiuti in discarica (art. 205, comma 3). Così è certificato che chi gestirà i rifiuti a Catania sarà tranquillo (base d’asta del bando di gara è circa 165 milioni di euro per 5 anni) perché l’obiettivo è veramente basso (siamo nel 2010 e la gestione dei rifiuti è ancora allo stato primitivo) e noi cittadini pagheremo, approfittando dell’ignoranza dei più, una sovrattassa, l’ennesima, causata da una cattiva gestione della cosa pubblica. Oggi il concetto di rifiuto a Catania è legato allo sporco, l’inquinamento e la puzza. Nel bando di gara DG 13/0452 del 31/12/2008 che prevede la gestione dei rifiuti solidi urbani per 5 anni, (2010-2015) non c’è traccia del concetto di: riduzione dei rifiuti, prevenzione della riduzione dei rifiuti mediante la promozione di strumenti economici, eco-bilanci, azioni di certificazione ambientale, analisi del ciclo di vita dei prodotti, azioni di informazione e di sensibilizzazione dei consumatori, oppure mediante clausole di gare d’appalto che valorizzino la competenza tecnica in materia di prevenzione della produzione dei rifiuti. Bisogna insomma favorire il riutilizzo, il reimpiego e per ultimo il riciclaggio. Bisogna adottare condizioni economiche che prescrivono l’impiego di materiali recuperati dai rifiuti al fine di favorire il mercato di tali materiali (si pensi al vetro ed al meccanismo del vuoto a rendere, oppure all’utilizzo dei rifiuti come mezzo per produrre energia. Si può provare a dare una idea nuova di cosa vuole dire gestire i rifiuti in un’ottica di riduzione: facciamo notare ad esempio come in Italia (fonte “AltroConsumo”) si producono ogni anno 600 kg di rifiuti procapite (a Catania pensiamo un po’ di più), quantità che è in costante aumento. Il ragionamento che si dovrebbe fare è semplice: gestire il 65 % di 600 kg vuol dire gestire quasi 400 kg di differenziata per ogni persona; ora, se già questi 600Kg diventassero via via 400 Kg (ad esempio), il 65% è circa 260 Kg e così via… si può arrivare anche a produzione 0. E non si dica la storiaccia che i cittadini catanesi non sono in grado di recepire queste informazioni perché questo vuole dire due cose inaccettabili: 1) i cittadini catanesi sono stupidi e da terzo mondo; 2) l’amministrazione non è in grado di governare i cittadini ma si fa governare assecondando le follie dei più. E se l’amministrazione non è in grado di governare (fare rispettare la legge) questo diventa un problema di tutti.

Foto di Peter Kaminski

Ambiente: qualche suggerimento all’assessore

recicla.jpgSe per mangiare una pasta di mandorla di pochi grammi devo scartare 3 involucri, qualcosa di sbagliato deve pur esserci. La pasta di mandorla in oggetto era davvero squisita, e fra tanti dolci visti & mangiati in questo periodo natalizio l’involucro ha contribuito senza dubbio alla preferenza accordata (alla pasta di mandorla sul torrone comprato da un rivenditore ambulante nel caso specifico). Ma riflettendoci bene sopra, e non lasciandosi condizionare dall’istinto del consumatore, tutti questi rifiuti dove vanno a finire? “Nel tuo futuro” (nefasto è sottinteso) come ho sentito dire a qualcuno tempo fa. Cosa fare? Probabilmente agire a livello più alto in modo tale da avviare un circolo virtuoso che porti nel medio termine all’attenzione di consumatori golosi come me questi, apperentemente piccoli, dettagli. Alcune associazioni catanesi hanno pensato di dare qualche suggerimento in tal senso all’assessoreall’Ecologia del comune di Catania. Ecco di seguito la “lettera aperta”.

Egregio Dottor Domenico Mignemi Assessore all’Ecologia ed all’Ambiente del Comune di Catania

Con la presente lettera aperta le associazioni “Legambiente Catania, Greenpeace Catania, WWF Catania, Mani Tese Sicilia, CittàInsieme Catania, CittaInsieme-Giovani Catania, Rifiuti Zero Catania e CGIL Catania,” vorrebbero sottoporre alla Vostra cortese attenzione le seguenti problematiche e vorrebbero rendersi disponibili a fornirLe la totale collaborazione da parte anche attraverso dei tavoli tecnici:
• Estensione a tutta la città di Catania della Raccolta differenziata puntuale del tipo “Porta a Porta”, con l’integrazione delle componenti dell’umido e del non riciclabile e con la contestuale e totale rimozione dei cassonetti stradali di conferimento dei rifiuti;
• Realizzazione in tempi brevi di tutte le opere già autorizzate dal “Piano dei rifiuti siciliano” del 2002 al servizio della raccolta differenziata (completamento isole ecologiche, realizzazione dell’impianto di selezione e recupero di materia della frazione secca dei rifiuti, realizzazione dell’impianto per il compostaggio della frazione organica magari con i digestori anaerobici);
• Realizzazione dei centri di raccolta e recupero degli ingombranti, i dei beni durevoli e dei RAEE;
• Offrire la comunicazione necessaria e gli opportuni incentivi, in funzione della quantità e della qualità dei rifiuti conferiti, agli utenti della raccolta differenziata puntuale (Porta a Porta);
• Avviare efficaci azioni per la repressione del fenomeno dell’abbandono incontrollato di rifiuti;
• Bonificare tempestivamente le numerose micro discariche presenti sul territorio comunale, con le indispensabili precauzioni nei casi di presenza di rifiuti pericolosi;
• Predisporre un numero adeguato di centri per la raccolta di rifiuti inerti e scarti edilizi;
• Mettere in campo gli incentivi necessari per il conferimento dei rifiuti pericolosi (amianto, etc.) presso i centri di raccolta autorizzati e quindi impedirne la dispersione nel territorio con i danni che ne conseguono;
• Rendere efficienti gli impianti di depurazione cittadini e valorizzare i fanghi conferendoli presso impianti di digestione anaerobica.

Con la presente Le vorremmo rappresentare la possibilità di poter riorganizzare il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti in modo da contemplare la valorizzazione della maggior quantità di materia contenuta nei rifiuti a tutto vantaggio dei cittadini e dell’ambiente.
Sarebbe auspicabile tenere aggiornata la cittadinanza non solo sulle percentuali di raccolta differenziata fatta ma anche dettagliare come ciascuna tipologia di materiale viene recuperata.
Ribadendo che è nostro chiaro intento ed interesse, quello di voler interloquire in maniera costruttiva con le istituzioni, sarebbe cosa gradita avere indicazioni sulle azioni che Ella vorrà seguire, specificando una eventuale tempistica per l’attuazione di ciascun punto.
Sicuri di un Vostro concreto e collaborativo riscontro Le porgiamo i più cordiali saluti.

CittàInsieme – CGIL Catania – Greenpeace – Legambiente Catania – Manitese Catania – Rifiuti Zero Catania – WWF Catania

Raccolta differenziata porta a porta – forse al via il 19

ofelia_rifiuti.jpg“Forse” non dovrebbe esserci nel titolo di questo post, perché l’ATO Catania 4 ha dato una data precisa: il 19 ottobre si parte cone la sperimentazione della raccolta differenziata di rifiuti porta a porta! Ma il “forse” c’è perché ormai se ne parlava da mesi (il primo post di questo blog a giugno dedicato proprio a questo) e che ancora i cittadini non hanno saputo nulla.

Tuttavia è un forse speranzoso, e per quesi catanesi che dopo le scene di “panico da spazzatura” vissute qualche mese fa credono fortemente che l’unica soluzione al problema rifiuti sia la raccolta differenziata, ecco qualche dato: dal 19 ottobre, in un grande “rettangolo” delimitato a est dal Viale Vittorio Veneto ed a ovest dalla via Caronda , a nord da viale Odorico da Pordenone ed ad sud dal Viale XX Settembre e Corso Italia, si partirà con la raccolta differenziata. In questi giorni gli operatori dell ditta IPI (appaltatrice del servizio di cui è responsabile l’ATO 4) distribuiranno 30 sacchetti azzuri per famiglia, nei quali andranno inseriti solo alluminio carta e plastica. Gli operatori, visto che si tratta di “porta a porta” quando consegneranno i sacchetti comunicheranno, suppongo, anche gli orari e le modalità di ritiro dei sacchetti pieni

Nota di colore (un po’ triste): “la ditta IPI ha fatto presente all’ATO CT4 la resistenza e la diffidenza da parte dei cittadini che il più delle volte si rifiutano di prendere in consegna i sacchetti porta rifiuti, qualcuno addirittura si nega di aprire la porta agli operatori addetti alla distribuzione. Pertanto l ’Amministrazione Comunale,invita i cittadini  ad avere fiducia negli operai che si presentano nelle loro case e a ritirare il kit.”. Ma non è che manca solo l’informazione ai cittadini invece?

Al via la sensibilizzazione sulla raccolta differenziata

munnizza_brucia.jpgScene come quelle a sinistra vorremmo che non si ripetessero mai a Catania: quando la spazzatura si accumula nei cassonetti, c’è sempre chi appicca un fuoco per bruciarla e, in maniera ingenuamente criminale, rischia di intossicare tutto il vicinato. Soluzione? Non gli inceneritori evidentemente… La soluzione è produrre meno rifiuti. Pare se ne sia accorto anche l’ATO Catania 4, partecipata per il 90% dal comune di Catania, che dopo l’emergenza della fine dello scorso anno sembra aver imparato la lezione: i rifiuti non bisogna bruciarli, ma farli diventare risorse.

Come fare quindi per passare da scene come quelle della foto a un virtuoso riciclo di materie prime?

Con l’educazione dei cittadini! Il comune di Catania ha annunciato per questa prima metà di giugno due importanti appuntamenti di sensibilizzazione: il primo, domani giorno 9, si chiama Ecologando e si svolgerà in piazza Università dalle ore 9 alle 13. Nel corso di questo evento i bambini delle scuole elementari e medie inferiori catanesi saranno coinvolti in una serie di attività ludico-didattiche volte a far capire l’utilità di riciclare i rifiuti.

Giorno 11 invece, la ditta romana IPI dovrebbe firmare l’accordo per l’avvio del servizio “Porta a Porta” di raccolta dei rifiuti, già annunciato mesi fa ma poi posticipato per via delle elezioni. Dopo la firma, gli operai (della ditta catanese Ecoservice) passeranno in via sperimentale per una grande area del centro cittadino, compresa fra via Caronda e viale Vittorio Veneto, distribuiranno cinque sacchetti di colore diverso, nei quali inserire i rifiuti organici, l’alluminio, la carta, la plastica e il vetro.

Staremo a vedere, fra qualche giorno, quali saranno le reazioni dei catanesi.