C’è anche Catania sul tetto che scotta

unict_etna_chiara rizzica.pngCortei, raccolte di firme e una bandiera che batte Unict in cima all’Etna. Anche gli studenti e i ricercatori del capoluogo etneo manifestano contro la riforma dell’università, approvata ieri sera alla Camera con 307 sì e 252 no. Il centro delle proteste è però il tetto della facoltà di Architettura di Roma. Quel rettangolo di cemento da cui i ricercatori dominano la vista di Montecitorio.

Un tetto che tante volte in questi giorni è stato protagonista di telegiornali e trasmissioni, ma che sembrava tanto lontano. Eppure, sapevate che lassù c’è anche un catanese? I più attenti lo avranno visto lunedì sera, al programma di La7 L’Infedele, condotto da Gad Lerner. Luisa Santangelo, per il periodico online Step1, ci racconta chi è e cosa ci fa là in cima.

Sul treno da Roma Fiumicino a Roma Termini: era lì Gianni Piazza, docente di Scienza  politica e ricercatore alla Facoltà di Scienze Politiche di Catania, quando Step1 l’ha contattato telefonicamente per farsi raccontare la sua avventura nella capitale.

Dal 22 novembre il professore catanese è a Roma, sul tetto della facoltà di Architettura di piazza Borghese, a pochi passi da Montecitorio, diventato il centro della protesta contro il ddl Gelmini, che domani affronterà l’ultima votazione alla Camera. La movimentazione nazionale è partita da quella terrazza, dall’idea della Rete 29 Aprile di occupare i tetti delle università italiane: prima la capitale, poi il resto d’Italia, in una mobilitazione di ricercatori, precari e studenti in prima pagina su tutti i quotidiani nazionali.

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[Foto di Chiara Rizzica]