Documentaristi crescono: a Catania parte ESoDoc

esodoc_-_european_social_documentary_24_20100413_1531669772.jpgDa Bolzano a Catania, con chilometri di pellicola. Dal 2 al 4 ottobre sarà ESoDoc (European Social Documentary) a unire i due estremi dell’Italia: un workshop itinerante sul documentario sociale, con partecipanti e progetti provenienti da tutta Europa, che concluderà le sue tre sessioni nel capoluogo etneo.

Seminari con i maggiori esperti internazionali, incontri con i produttori e tanto studio. Ma anche un modo per conoscersi e confrontarsi con giovani appassionati del genere documentaristico. Tra nuovi media e tradizione.

Il workshop è organizzato dalla scuola di documentario, tv e nuovi media Zelig di Bolzano e, considerata la sua vocazione internazionale, si svolge in inglese. Anche la location merita un salto: l’Hotel Emmaus di Zafferana Etnea, sulle pendici orientali del vulcano.

Per chi volesse partecipare è necessario affrettarsi. Restano pochissimi posti liberi.

[Foto di Thomas – ESoDoc]

Sos libri di testo: si risparmia al mercatino Mangiacarte

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E’ il primo lunedì scolastico per i catanesi: alunni, ma anche genitori. E, come ogni anno, si apre la caccia ai testi. In tempi di crisi, non poteva mancare una riflessione sul caro libri.

Varie scuole d’Italia hanno reagito come potevano. Soprattutto alle superiori, dove i manuali da usare si moltiplicano e le case editrici ci mettono del proprio con versioni sempre nuovissime, anche se con aggiornamenti risicati. Diverse sono le misure adottate o proposte da più parti per far risparmiare i genitori: dai volumi fatti in casa – scritti dai professori dello stesso instituto insomma – ai testi fotocopiati, modello università.

A Catania, invece, ci ha pensato la libreria sociale Mangiacarte: sono gli ultimi giorni – fino a mercoledì 22 – per poter fare acquisti al mercatino del libro in via Verginelle 13. Un’occasione per chi compra, perché può trovare libri di testo di scuola superiore fino al 50% di sconto del prezzo di copertina. Ma una buona idea anche per chi vende, che guadagna il 40%. A patto che i libri siano recenti: vengono ammessi solo se a partire dal 2000. Ché, intanto, qualcosa nel mondo è successo e – nonostante non si direbbe – non è il caso di risparmiare a discapito della cultura. Il restante 10% andrà invece a finanziare le attività della libreria sociale.

Istituto d’Arte: trovata la sede, l’ex provveditorato

viacrociferi.jpg Dell’Istituto d’Arte abbiamo parlato poco tempo fa, e oggi si torna sull’argomento per un buona notizia: è stata finalmente trovata una sede. Si tratta di un palazzo di pregio in Viale Vittorio Veneto 18, fino a pochi anni fa sede del provveditorato agli studi. Fino allo scorso anno era la sede dell’Istituto privato “Savoia”, e precedentemente era la storica sede dell’Istituto religioso “Leonardo”. La provincia ha invece raggiunto un accordo con i proprietari, e finalmente l’Istituto d’Arte potrà iniziare l’anno scolastico.

Niente a che vedere con l’ipotesi di traferirsi a Librino insomma. Si resta in centro, in un edificio di pregio (certo niente a che vedere con il nobilissimo convento dei Gesuiti) adeguato alle esigenze di mobilità degli studenti e degli insegnanti e soprattutto con sufficienti aule, anche per i laboratori. Una vittoria per l’Istituto, che non ha “ceduto” alle soluzioni facili e che avrà almeno per quest’anno la serenità di una sede adeguata.

La soddisfazione di chi ha “resistito” alle imposizioni la potete leggere nel blog istitutoartecatania.myblog.it. Speriamo che il prossimo anno non si ripeta il problema sede. Nel frattempo, buon lavoro agli studenti dell’ISA.

Istituto d’Arte ancora alla ricerca di sede

viacrociferi.jpgInagibilità: questa la motivazione per la quale l’Istituto d’Arte non potrà per il prossimo anno scolastico proseguire le lezioni nella storica e meravigliosa sede di via Crociferi, l’ex convento dei Gesuiti. La sicurezza prima di tutto, quindi la provincia deve cerca un’altra sede. Solo che le proposte devono essere fatte come da competenza dal comune di Catania. C’è un grande edificio in viale San Teodoro, a Librino, l’edificio dell’istituto comprensivo Brancati, che lo sta abbandonando per una nuova sede… I 700 studenti coadiuvati da professori e preside giustamente protestano, cacciati dal cuore del centro storico e spediti in fretta e furia in un edificio nemmeno in perfette condizioni alla periferia della città. Altra ipotesi dunque potrebbe essere quella di smembrare la scuola per tenerla in centro, spedire parte degli studenti presso la scuola media “Pirandello” in piazza Stesicoro e un’altra parte in via Vittorio Emanuele, presso il Convitto Cutelli. Proposta bocciata. Infine sembrava che alla privincia si fosse deciso per la scuola media “Recupero” in via Messina, a Picanello, a metà strada fra il centro e la periferia, giusto compromesso. Peccato che a pochissimi giorni dall’inizio della scuola al comune pare non si fossero accorti di un piccolo particolare: esattamente come il convento dei Gesuiti, anche la scuola media in via Messina deve essere “recuperata”, è inagibile. Cosa fare quindi? I tempi stringono, e finito il solito scaricabarile fra responsbilità di assessori e dirigenti “la scuola inagibile non l’ho proposta io, c’è stato un malinteso” probabilmente la decisione più saggia sarà quella di tornare dai Gesuiti e fare i lavori più urgenti spedendo parte degli studenti in succursali provvisorie…

Mentre leggete questo post, gli studenti dell’Istituto d’Arte protestano per i destini della propria scuola. Se volete raggiungerli, si parte da via Crociferi alle 9 per poi andare a protestare davanti a palazzo Minoriti, sede di provincia e Prefettura. per saperne di più -> istitutoartecatania.myblog.it

I precari occupano l’Ufficio Scolastico Provinciale di Catania

protesta_scuola.jpgDa ieri pomeriggio l’Ufficio scolastico provinciale di Catania è occupato. A effettuare l’estrema forma di protesta, sono stati un nutrito gruppo di lavoratori precari fra insegnanti e personale ATA. Motivo? Come sempre, le graduatorie, che sono fonte di proteste simili in tutta Italia in questo momento, ma che a Catania prima di arrivare al gesto estremo dell’occupazione avevano portato a due giorni di tensioni dentro e davanti all’USP di via Coviello, dove i lavoratori erano in attesa di sapere qualcosa sul proprio futuro: “Questa mattina, dopo lunghe ore di tensione causate dall’assurda decisione dei responsabili dell’U.S.P. di impedire l’accesso agli insegnanti precari, l’Ufficio scolastico provinciale è stato occupato.” è quanto scrive il “Coordinamento Precari Catania”.

Mentre tutto questo accade, l’edizione online del quotidiano locale riporta come prima notizia che “è record di disoccupati in Europa“. Professori e professoresse non godono di molto sostegno nemmeno sul web…