Privati dell’Acqua – mercoledì 7

acqua.jpgI privati dell’acqua: ecco la quarta inchiesta dell’associazione Lavori in corso
Mercoledì 07 aprile 2010 – ore 19:00 – CittàInsieme – via Siena 1, Ct

Dopo i dossier “Munnizzopoli-Catania tra rifiuti ed affari”, “Toccata e fuga”e “Case”, “I privati dell’acqua” è l’inchiesta numero quattro realizzata dall’associazione “Lavori in corso” che da più di un anno punta a mettere insieme diverse testate di base (“U Cuntu”,“I Cordai”, “La Periferica”) e tante persone con l’obiettivo di fare rete per combattere il monopolio della disinformazione e costruire un’informazione libera.

A questa inchiesta hanno partecipato inoltre la redazione de “Il Clandestino – con permesso di soggiorno” di Ragusa e diversi comitati per l’acqua attivi in Sicilia.

Giovedì 7 aprile alle ore 19.00 presso la sede di CittàInsieme, in Via Siena 1, verrà presentato il dossier “Privati dell’acqua” sulle questioni legate alla privatizzazione del servizio idrico in Sicilia ed in particolare a Catania.

Interverranno: Carlo Ruta (giornalista), Piero Cimaglia (Ass. “Lavori in corso”), Barbara Grimaudo (“Cittadini invisibili” – Palermo), Sara Giorlando (Forum catanese per l’acqua pubblica), Giovanni Lonico (“Il Clandestino” – Ragusa).Vivere, avere un tetto, pagare l’affitto, stare in un quartiere: c’è un problema casa a Catania?

Comune: beni a perdere e sprechi

palazzo_abbandonato_CT.jpgLa situazione finanziaria del comune di Catania continua a essere critica, e come ogni fine estate quando i “bilanci” si avvicinano bisogna preoccuparsi di vedere dove stanno gli sprechi, per far quadrare i conti. Eppure il comune di Catania paga più di 2 milioni di euro l’anno in affitti. Certo, l’amministrazione deve assicurare il buon svolgimento dei servizi ai cittadini in locali adeguati, quindi i soldi spesi per gli affitti dovrebbero essere necessari… Invece non lo sono, perché il comune di Catania è proprietario di decine di immobili che potrebbero essere utilizzati per ospitare anche uffici pubblici, ma non solo, eppure sono completamente abbandonati. Qualche esempio:

L’enorme “ex palazzo delle Poste“, in viale Africa, che ormai da anni attende di essere ristrutturato e destinato agli uffici giudiziari. L’edificio subisce continue vandalizzazioni, e ogni giorno che passa le sue condizioni peggiorano, quindi il costo di un eventuale ripristino diviene ogni giorno più elevato.

Il complesso di via Bernini, oggetto (insieme ad altri “esempi”) di una videoinchiesta di Step1, “Beni a perdere“. L’immobile è di proprietà del comune da 10 anni esatti, e da 10 anni subisce il peso dell’abbandono.

Vialla Fazio e il Centro Sportivo San Teodoro, due esempi di come lo sport è passato da possibilità di riscatto sociale a simbolo di degrado. Entrame le strutture, impianti polisportivi, si trovano a Librino, e sono state oggetto di un’ennesima videoinchiesta di Step1 dal titolo eloquente: “Rimpianti sportivi“.