Casa-università: 20 passi meno costosi ed eco-sostenibili

Nella carriera dello studente universitario etneo le difficoltà non stanno solo nel sostenere gli esami. Lui deve prima arrivarci in facoltà.

Macchine in tripla fila nelle vicinanze dell’ex monastero dei Benedettini. Auto ovunque lungo la circonvallazione. I mezzi pubblici – già poco puntuali di loro – bloccati. Perché non pensare a una (mezza) soluzione? No, magari non la bici, ché nel traffico catanese si rischierebbe di non arrivare affatto. Quella va bene solo per i ciclisti esperti.

A proporre un’alternativa ci ha pensato il Momact, l’ufficio di mobility management dell’università. In collaborazione con l’Atm, ha studiato un’iniziativa per promuovere l’uso dell’autobus urbano tra gli studenti, i autobus_by malevolisco.jpgprofessori e i dipendenti dell’ateneo etneo come scelta più adatta per il tragitto casa-università. Una buona idea in una città come Catania che – ne avevamo già parlato – è risultata 45esima su 50 città nella classifica 2010 dell’Osservatorio sulla mobilità sostenibile dell’associazione Euromobility. Troppe macchine, troppo traffico.

Da domani fino al 30 giugno, invece, chi studia, insegna o lavora all’università di Catania, potrà comprare dei carnet da 20 biglietti orari dell’autobus a un prezzo ridotto: ogni blocchetto costerà 12,50 euro, poco più di 60 centesimi a biglietto anziché un euro. I carnet sono nominali – possono essere quindi usati da una persona soltanto – e saranno a disposizione nei punti vendita Amt di piazza Stesicoro, della Stazione Centrale, di Piazza Borsellino (Alcalà) e all’Ufficio abbonamenti Amt di via Sant’Euplio 168. Per acquistarli, non dimenticate di portare con voi un documento d’identità e uno che attesti la vostra iscrizione all’anno accademico corrente (2010-2011) o la vostra posizione di dipendente dell’università.

Oltre che a risparmiare e fare bene all’ambiente, vi potrebbe anche capitare di vincere. Perché insieme all’iniziativa è stato lanciato un concorso. Ma dovrete conservare i biglietti convalidati: con almeno 50 si parteciperà all’estrazione finale di una bicicletta elettrica a pedalata assistita, di un I-phone con l’app I-Amt – per consultare la mappa delle linee Amt, utile per pianificare i percorsi alternativi dati i soliti ritardi dei mezzi – e un paio di scarpe ergonomiche Mbt. Per partecipare, dovete consegnare tutti i vostri biglietti utilizzati in una busta chiusa al Momact (via A. di Sangiuliano 257) entro il 6 luglio 2011 (ecco il regolamento completo).

Per chi vuole saperne di più, l’iniziativa si chiama Assaggia l’autobus ed è possibile chiedere informazioni al numero 095.7307820.

[Foto di Malevolisco]

Olocausto e memoria, un incontro all’università

villa venier_vo' vecchio.jpgIn attesa della Giornata della Memoria – il 27 gennaio – anche a Catania, domani, ci si incontrerà per ricordare e approfondire una delle pagine più buie della storia mondiale, la persecuzione e lo sterminio della popolazione ebraica.

Nell’aula A8 dell’ex Monastero dei Benedettini (piazza Dante 32), alle 17:30, tre docenti etnei – Ernesto De Cristofaro, della facoltà di Giurisprudenza, Luciano Granozzi e Attilio Scuderi, della facoltà di Lingue e letterature Straniere – ne discuteranno con lo storico Simon Levis Sullman, autore della Storia della Shoah in Italia. Vicende, memorie, rappresentazioni. Insieme a lui – presente domani – hanno curato il volume altri tre studiosi europei: Marcello Flores, Marie-Anne Matard-Bonucci ed Enzo Traverso.

Sullman, docente di Oxford, è strettamente legato all’Italia. Nato a Venezia, per anni ha lavorato nel dipartimento di studi italiani a Berkeley, università della California. Anche nel suo lavoro si è spesso occupato di storia italiana: Mazzini e il nazionalismo, il fascismo, l’Olocausto e la storia ebraica nel nostro Paese.

I due volumi della Storia della Shoah in Italia si aggiungono ai cinque già pubblicati dalla Utet a partire dal 2000, che trattano il fenomeno a livello europeo. Lo scopo degli autori, stavolta, è quello di indagare il ruolo del nostro Paese nelle persecuzioni antisemite e spiegare come l’Italia abbia scelto di mantenere e diffondere la memoria di quegli eventi.

Un volume importante, perché indaga un coinvolgimento, quello italiano, spesso sottovalutato, se non ignorato anche da molti studenti. Sullman e colleghi mostrano come il ruolo italiano non fosse limitato all’alleanza con la Germania di Adolf Hitler, ma come la persecuzione affondi le sue radici in anni ancora più lontani.

Nei volumi, insieme alle analisi e agli studi dei curatori, una raccolta d’immagini dell’Agenzia Contrasto fissa visivamente nel lettore quella che è stata anche una tragedia italiana.

[Foto: villa Venier, a Vo’ Vecchio, in Veneto. Nei suoi giardini era stato allestito un campo di smistamento per prigionieri ebrei, poi deportati ad Auschwitz; di Fulvio Bulgarini d’Elci]

 

C’è anche Catania sul tetto che scotta

unict_etna_chiara rizzica.pngCortei, raccolte di firme e una bandiera che batte Unict in cima all’Etna. Anche gli studenti e i ricercatori del capoluogo etneo manifestano contro la riforma dell’università, approvata ieri sera alla Camera con 307 sì e 252 no. Il centro delle proteste è però il tetto della facoltà di Architettura di Roma. Quel rettangolo di cemento da cui i ricercatori dominano la vista di Montecitorio.

Un tetto che tante volte in questi giorni è stato protagonista di telegiornali e trasmissioni, ma che sembrava tanto lontano. Eppure, sapevate che lassù c’è anche un catanese? I più attenti lo avranno visto lunedì sera, al programma di La7 L’Infedele, condotto da Gad Lerner. Luisa Santangelo, per il periodico online Step1, ci racconta chi è e cosa ci fa là in cima.

Sul treno da Roma Fiumicino a Roma Termini: era lì Gianni Piazza, docente di Scienza  politica e ricercatore alla Facoltà di Scienze Politiche di Catania, quando Step1 l’ha contattato telefonicamente per farsi raccontare la sua avventura nella capitale.

Dal 22 novembre il professore catanese è a Roma, sul tetto della facoltà di Architettura di piazza Borghese, a pochi passi da Montecitorio, diventato il centro della protesta contro il ddl Gelmini, che domani affronterà l’ultima votazione alla Camera. La movimentazione nazionale è partita da quella terrazza, dall’idea della Rete 29 Aprile di occupare i tetti delle università italiane: prima la capitale, poi il resto d’Italia, in una mobilitazione di ricercatori, precari e studenti in prima pagina su tutti i quotidiani nazionali.

[Cliccate qui per continuare a leggere l’intervista a Gianni Piazza]

[Foto di Chiara Rizzica]

Ieri e oggi: la «raggiante Catania» in un docufilm

My Hometown – Catania TRAILER from Marco Pirrello on Vimeo.

 

«I cantanti neomelodici hanno veramente rotto le scatole, diciamolo pure». E’ già pronta la riscossa. Sono le nuove leve del rock etneo che tentano di riportare la città agli splendori del passato, agli anni ’90 della «raggiante Catania» di Carmen Consoli. Sono i protagonisti della scena musicale catanese di ieri e di oggi che Marco Pirrello ci racconta in My Hometown, Catania, docufilm che uscirà a dicembre nelle librerie cittadine, al prezzo di 9,50 euro (in alto trovate il trailer). Un’idea regalo natalizia per gli appassionati della musica, ma anche per chi ama la città. Perché l’incasso della vendita dei dvd andrà a Upress, associazione a sostegno del giornalismo universitario di cui fanno parte il magazine on line Step1 e Radio Zammù. Uno sguardo fresco in un panorama informativo chiuso da sempre a nuove voci.

Il regista di My Hometown, Catania, Marco Pirrello, è un giovane neolaureato e frequenta un corso propedeutico al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Il suo lavoro è però etneo al cento per cento, nato all’interno del laboratorio di Inchieste e Videogiornalismo di Step1. Nel dvd Marco ci condurrà in un viaggio attraverso le realtà di quattro gruppi musicali catanesi e dell’eredità che raccolgono. Un filo rock che ci riporta a figure come quella di uplettro.pngFrancesco Virlinzi, giovane produttore discografico etneo che ha lanciato, tra gli altri, la Cantantessa Carmen Consoli, Mario Venuti e Moltheni. Un ricordo – per chi c’era magari un po’ nostalgico – di momenti in cui Catania poteva permettersi di essere l’unica tappa italiana dei Rem. Altri tempi, altre teste, che adesso giovani come gli Introversia cercano di non farci rimpiangere. Come? Lo scopriremo in My Hometown, Catania.

Mobilità sostenibile, cos’è e come si fa

biciclette_catania.jpgMobilità sostenibile, questa sconosciuta. Ci sono definizioni ed etichette che a sentirle lasciano un senso confortante di miglioramento ma che, a volerle definire, sfuggono come il vento. Soprattutto in una città come Catania.

Ma se vi dicessero «pedala, che risparmi e fa bene alla salute e all’ambiente»? Sarebbe più semplice, no?

Per questo oggi l’ufficio Mobility management dell’Università di Catania ha organizzato un’iniziativa dal titolo Mobilità sostenibile: istruzioni per l’uso. Una serie di incontri e prove pratiche per diffondere la cultura della mobilità sostenibile tra i cittadini, gli enti locali e le aziende. Proprio nella vita di tutti i giorni, senza teorie astratte.

Per questo, agli incontri tematici su quanto costa e cos’è la mobilità, i benefici sull’ambiente e sulla salute – a partire dalle 9:30 nell’aula magna del Palazzo Centrale dell’Università – si accompagneranno delle prove pratiche. Con partenza da piazza Università, i catanesi potranno provare ad andare in bici per la città. Embé?, potrebbe pensare chi ci legge da fuori. Ma in un posto dove anche solo attraversare la strada diventa uno sport estremo, i ciclisti di certo non si sprecano. E la colpa non è soltanto dei catanesi. Basti pensare ai mezzi pubblici, che passano con la stessa frequenza di un sei al supernalotto.

Per chi volesse provare, però, oggi è l’occasione giusta. E anche se siete un po’ pigri, niente paura: quelle messe a disposizione sono biciclette a pedalata assistita – cioè dotate di un piccolo motore – e ci si muoverà all’interno di un circuito. Se invece preferite prima studiare un po’ di teoria, un gruppo di giovani laureati in ingegneria sarà lì per elaborare per voi dei piani personalizzati di spostamento sostenibile, come quelli casa-università già ideati per gli studenti.

[Foto di Critical Mass Catania]

A scuola di traduzione

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Traduttore, traditore dice un detto. Ma se adattare un testo da una lingua a un’altra è un mestiere che contiene sempre un certo margine di rischio, delle regole esistono. E, per gli interessati, sarebbe meglio conoscerle.

Per questo a Catania, al Caffè Libreria Tertulia (via Michele Rapisardi 1-3), inizia oggi Il mestiere del traduttore letterario, corso pratico di traduzione letteraria dall’inglese. Trenta ore di lezione – ogni mercoledì dalle 15 alle 18 – tenute da due docenti di lingua dell’ateneo di Catania, Salvatore Ciancitto e Francesca Vigo. Ma anche esercitazioni in aula e sei mesi di tutoring on line. Il corso è a numero chiuso e a pagamento: non sono ammessi più di 15 allievi (per controllare la disponibilità basta mandare una email a info@storie.it) e la retta è di 400 euro.

Un prezzo che comprende anche il diploma finale con valore di crediti formativi e il materiale didattico che verrà fornito a ogni alunno durante la prima lezione: due libri con testo a fronte, un manuale con interventi e interviste didattiche e testi inediti, una guida a un uso ragionato di Internet per saper meglio utilizzarlo come fonte, poi esercizi e un questionario per verificare l’apprendimento e l’abilità di ricerca.

I requisiti per partecipare sono una discreta conoscenza della grammatica inglese e una buona padronanza della lingua italiana scritta. Perché per tradurre bisogna anche rendere. Il corso accompagnerà i futuri traduttori passo dopo passo, dai cenni di storia della traduzione alle regole pratiche, senza tralasciare l’aspetto del compenso e dei contratti.

Ai migliori allievi sarà proposta anche una collaborazione con la rivista letteraria internazionale Storie, dell’editore Leconte e del service editoriale Versatile di Roma, promotori dell’iniziativa.

Da grande farò la matricola: lo strano caso Unict

rettorato catania_by angelo fallia.jpgL’Università di Catania potrebbe fare scuola. Da quest’anno, unico caso in Italia, l’ateneo etneo ha introdotto il numero programmato per tutte le facoltà. Stamattina, al centro fieristico Le Ciminiere si stanno svolgendo le ultime prove d’accesso, cominciate l’1 settembre. Un totale di 23156 iscritti ai test, di cui 12263 almeno ad una prova. Per soli 9270 posti a disposizione, divisi tra i diversi corsi di laurea.

Le aspiranti matricole hanno un po’ pescato nel mazzo. C’è chi ha provato l’ingresso a una sola facoltà, chi ha cercato di avere una coppia di opportunità, se non un tris. Perché l’ateneo non ha posto una limitazione al numero di prove che si possono sostenere. E nemmeno i 40 euro necessari per iscriversi a ciascuna sembra avere scoraggiato i futuri studenti di Unict.

I test dovrebbero verificare se i candidati sono in possesso di un’adeguata preparazione iniziale. Ma non basterà superarli perché, seppur ammessi in graduatoria, si potrebbe essere non del tutto idonei. Chi non passerà le prove con punteggio pieno, verrà iscritto “con riserva”. Significa che durante il primo anno di corso non potrà sostenere i normali esami, ma sarà obbligato a superare delle verifiche su dei corsi aggiuntivi per colmare le proprie lacune.

Entro il 20 settembre, comunque, tutti gli esaminati che avranno superato più di una prova e troveranno il proprio nome in diverse graduatorie, dovranno dare un’ordine di preferenza dei corsi di laurea che intendono frequentare.

Ma non mancano le polemiche. Nonostante l’affluenza ai test, c’è chi nota un grande assente: il diritto allo studio.

(La sede del Rettorato etneo, foto di Angelo Failla)

Successi informatici studenteschi in mostra

bacteriovirus.jpg BacterioVirus, Froggy is back, e i robot per “Eurobot Open”: domani, giovedì 3 giugno, alle 11.30 nell’Aula magna del dipartimento di Matematica e Informatica dell’Università di Catania verranno presentati tre progetti di successo di giovani studenti catanesi.

In un periodo in cui l’Università è sempre più in crisi, per l’incertezza sul proprio futuro (soprattutto a Catania, zona piazza Dante), ci sono gli studenti che i ricordano quanto di positivo si faccia in città.

Particolare rilevanza in questo trio di progeti vincenti è da dare a BacterioVirus: è un videogioco, vincitore del premio “Game Design” alla Imagine Cup Microsoft italiana, proiettato verso la partecipazione all’evento mondiale in Polonia. Nel Team che lo ha sviluppato, che si chiama “Nextsoft”, è presente anche il più giovane partecipante italiano, 17 anni, Stefano Musumeci, che è ancora uno studente del liceo (lo scientifico Boggio Lera).

Il team Reibe Studios presenterà invece domani i risultati del progetto per la produzione del corto di animazione 3D “Froggy is back”.

Infine, il team UnictTeam presenterà il sistema robotico e di controllo presentato ai campionati mondiali studenteschi di robotica “Eurobot Open” in Svizzera.

Tutti e tre i progetti però hanno ben poco a che fare con l’Università, che non ha dato né risorse né supporto, al di là del contributo non determinante ma certamente valido di alcuni singoli docenti. E probabilmente domani si parlerà anche di questo

Learn by Movies 10: si farà

552626546.pngLo avevamo dato per spacciato, morto e sepolto anche se non “dimenticato”. Ma fortunatamernte la campagna di “salvaguardia”, con annessa raccolta firme, ha dato una nuova chance al Learn by Movies: la decima edizione, quella del 2010, si farà.

La rassegna di film in lingua originale (con sottotitoli) conterà anche qeust’anno alcuni film mainstream uniti a produzioni più piccole ma di ugale pregio. Ecco l’elenco completo

Il programma: 

Lunedì 3 maggio: Inglourious Basterds (inglese), Cinema Odeon, h 18 e 21

Lunedì 10 maggio: Los abrazos rotos (spagnolo), Cinema Odeon, h 18 e 21

Lunedì 24 maggio: Invictus(inglese), Cinema Odeon, h 18 e 21

Lunedì 31 maggio: Soul Kitchen (tedesco), Cinema Odeon h 18 e 21

Lunedì 7 giugno: I Love Radio Rock (inglese), Arena Argentina h 21

Lunedì 21 giugno: Louise Michel(francese), Arena Argentina h 21

Lunedi 28 giugno: The Visitor (inglese), Arena Argentina h 21


 

Goliarda e le altre, 7-8 e 10-11 aprile

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Partendo dall’indimenticabile figura di Goliarda Sapienza, controversa e sottovalutata autrice catanese de “L’Arte della Gioia”, si ripercorreranno e celebreranno, attraverso una tre giorni ricca di eventi,  le vicende storiche che hanno caratterizzato la rivoluzione femminista del secolo scorso. Dal 7 al 11 di aprile, tra l’Università e Zo. Qui il programma completo

“Goliarda e le altre”è un progetto multidisciplinare ideato da Villaggio Maori Edizioni e realizzato in collaborazione con il Corso di Laurea in Scienze storiche e politiche della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Catania. L’idea di un grande evento sulla figura di Goliarda Sapienza e sulla rilettura  che si può fare oggi della sua opera, della sua esperienza e, conseguentemente, delle teorie e pratiche del femminismo – gli interrogativi che ha posto negli anni ’70, gli sviluppi successivi, l’incontro con le nuove generazioni, le possibili ‘riprese’ – è nata come esigenza di dare voce ad esperienze femminili che sono di importanza vitale nella nostra società.

Convegni, approfondimenti, letteratura, teatro, musica, arte, fotografia: una molteplicità di linguaggi e di forme espressive per tessere in un unico filo costruttivo il coraggio delle scelte “difficili”, l’attenzione al genere, l’impegno politico, il rapporto con le altre donne, l’introspezione liberatoria delle donne e delle autrici che hanno segnato la nostra cultura.

Centro focale dell’iniziativa sarà la costituzione, in stretta collaborazione con l’insegnamento di Storia della filosofia della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Catania, di un Centro Studi permanente su Goliarda Sapienza, che si occupi di mantenerne vivo l’interesse artistico, lettererario, sociale e politico attraverso un costante studio e approfondimento della figura di donna e delle opere.

A incoraggiare la realizzazione dell’iniziativa ha contribuito inoltre l’imminente pubblicazione, per Villaggio Maori Edizioni, del volume  “ INTERVISTE. Dialoghi intorno a Goliarda Sapienza” a cura di Maria Arena, che raccoglie per la prima volta in un unico testo numerose interviste sulla scrittrice attraverso la testimonianza del regista Francesco Maselli, dell’attore Angelo Pellegrino e della biografa Giovanna Providenti.

L’evento “Goliarda Sapienza”* ospiterà all’interno del suo programma “Re-Sisters”, un progetto multimediale di Ippolita Franciosi e Laura Fantoneincentrato su interviste rilasciate da donne attive nei movimenti sociali a livello globale. Donne che,  proprio come sorelle, hanno in comune molte caratteristiche, non fisiche, ma morali: credono nei cambiamenti, nella lotta alla violenza e alla  prevaricazione, per i valori di giustizia, uguaglianza, libertà sessuale e  religiosa, rispetto dell’ambiente. Vivono in zone di conflitti, sono giornaliste,  scienziate, scrittrici, attiviste politiche, donne consapevoli di essere nel mondo per poterlo cambiare.

Un  libro, un video e una mostra fotografica che sono intesi come progetti aperti e leggibili a livelli differenti, il cui scopo e’ favorire il dialogo e la conoscenza reciproca tra culture diverse e la consapevolezza del ruolo della donna nella società contemporanea globale.

(foto di kharied)