La fotografia di Zoltan Fazekas

zoli.jpgE dopo Veronica Tanzi al BOCS arriva canecapovolto, che propone le foto di Zoltan Fazekas, pallanuotista e fotografo.

Dal 30 maggio al 26 giugno via Grimaldi, 150 – 95121 Catania, la mostra è visitabile dalle 18 alle 20. Il 30 maggio alle ore 19.30 l’inaugurazione.

“L’occhio di Zoltan Fazekas – scrive canecapovolto curatore della mostra – rimane un occhio perennemente straniero, apparentemente indeciso tra reportage e costruzione, Fotografia (nel senso più arcaico del termine) e reperto. Proprio negli interstizi tra collage, cut-up e le serie dei trittici Zoltan Fazekas nasconde la propria più intima personalità. Il dramma forma-contenuto che la Fotografia impone ai fotografi non lo riguarda, in compenso, in questa perenne ricerca di senso ha ultimamente giocato un ruolo importante la scoperta della fotografia-cinetica: il super-8, ennesimo fuori-campo della Fotografia di Zoltan Fazekas.”
Zoltan Fazekas (Budapest, 1969) vive e lavora ad Acireale (CT).

Partendo dalla fotografia documentaristica, dall’utilizzo di immagini trovate e di foto appartenenti all’archivio di famiglia ha sviluppato, sin dagli anni ottanta, una ricerca incentrata sulle potenzialità dell’immagine fissa e in movimento. Lo studio della pellicola fotografica lo ha portato alla frammentazione del soggetto e alla sua riproposizione in fase di post produzione e montaggio. Con il video (digitale e, più recentemente, in Super 8) e le installazioni propone un linguaggio che, al di là dei limiti dello scatto, allarga la visione verso il movimento e il suono. Nel 2006, con un gruppo creativo indipendente, crea la rassegna nomade di video, radiodrammi, diaporami La paura mangia l’anima. Dallo stesso anno collabora con il collettivo canecapovolto alla realizzazione di alcuni progetti, esponendo alla Galleria Civica Montevergini di Siracusa, all’Auditorium Parco della Musica-Fondazione Musica per Roma, galleria francescopantaleone arte contemporanea di Palermo, galleriagianlucacollica di Catania.

(la foto è naturalmente di Zoli Fazekas)